Ronago, Lega dei ticinesi dopo la rapina  «Tutti i valichi  vanno chiusi alla sera»
Il valico di Ronago, i leghisti ticinesi vogliono chiuderlo di sera

Ronago, Lega dei ticinesi dopo la rapina

«Tutti i valichi vanno chiusi alla sera»

La richiesta al Consiglio cantonale dei deputati Bignasca e Robbiani - «Dopo la pausa Covid, sono tornati i turisti degli assalti: si deve intervenire»

Non ha perso tempo la Lega dei ticinesi. E così trentasei ore dopo la rapina - la seconda di questo 2021 - ad un distributore di carburante in quel di Novazzano, a due passi dal confine, i leghisti svizzeri hanno riproposto un vecchio cavallo di battaglia, vale a dire la chiusura notturna dei valichi minori di confine.

Un provvedimento peraltro più volte chiesto dalla Lega e dall’Udc, senza troppo successo, dopo che Berna aveva valutato con molte ombre e pochissime luci i sei mesi di stop al transito notturno dal 1° aprile 2017 in corrispondenza di tre valichi minori ticinesi, uno dei quali ubicato proprio a Novazzano.

Ieri mattina i deputati leghisti Boris Bignasca e Massimiliano Robbiani hanno depositato un’interrogazione a Palazzo delle Orsoline, sede del Governo cantonale, in cui si chiede anzitutto se il Consiglio di Stato (ovvero il Governo cantonale, ndr) intenda nuovamente «farsi avanti verso Berna per chiedere che tutti i valichi siano custoditi» e, in seconda istanza, se il Consiglio di Stato non ritenga opportuno chiudere i valichi secondari nelle ore serali o addirittura, vista la situazione di criminalità, «chiuderli definitivamente». Una premessa è però d’obbligo e cioè che la decisione sulle sorti dei valichi è in capo a Berna e non a Bellinzona. Nella nota a corredo dell’interrogazione, i due deputati leghisti hanno così riassunto la situazione che si è venuta a creare nel Mendrisiotto dopo l’episodio di giovedì sera, con un rapinatore «armato di pistola, diretto verso l’Italia» e con «la commessa del distributore con leggere ferite»: «Dopo una breve pausa dovuta alle restrizioni della mobilità a causa del Covid, i turisti delle rapine, provenienti dalla vicina Penisola, si sono nuovamente fatti vivi, passando, come sempre, dai diversi valichi incustoditi».

L’articolo completo su La Provincia in edicola oggi, 17 ottobre


© RIPRODUZIONE RISERVATA