Valichi, la Svizzera ci riprova  Barriere per chiudere Ronago
Il valico della Crociale dei Mulini nel Comune di Ronago (Foto by archivio)

Valichi, la Svizzera ci riprova

Barriere per chiudere Ronago

Saranno usate per bloccare le vie minori in caso di furti e rapine. Si inizia da sei posti di frontiera con l’Italia: tra questi la Crociale dei Mulini

A pochi mesi dalle elezioni cantonali e federali, la Svizzera ci ritenta. E così dopo i sei mesi (1° aprile - 1° ottobre 2017) di sperimentazione dello stop notturno a tre valichi minori di confine - due che collegano Ticino e Comasco (Novazzano e Pedrinate) - è di ieri l’annuncio della solerte Amministrazione federale delle Dogane che in sei dogane secondarie (o minori) - e tra queste Ponte Faloppia che ha come omologo la Crociale dei Mulini a Ronago - sarà sperimentato un nuovo metodo di chiusura, questa volta non più predefinita (e cioè dalle 23 alle 5 del mattino successivo), ma a chiamata.

Con due sostanziali differenti rispetto alla precedente sperimentazione: in primis che Berna ha delegato il Governo di Bellinzona di dar corso alla (nuova) sperimentazione e in seconda battuta che in queste dogane, ritenute “più sensibili”, «è prevista la posa di barriere che permetteranno di chiudere i valichi in caso di necessità».

La notizia - ufficializzata nella tarda mattinata di ieri - è subito rimbalzata al di qua del confine. «Non ho motivo per entrare nelle scelte altrui. Dico solo, senza aver né ricevuto né analizzato il provvedimento adottato dalla vicina Confederazione, che se tutto questo rientra in un percorso di sicurezza che non prevede lo chiusura forzata dei valichi, allora la decisione assunta può essere condivisibile » fa notare il sindaco di Ronago, Agostino Grisoni .

«Prima la Svizzera aveva optato per Novazzano, ora per Ponte Faloppia - aggiunge - . Avranno avuto i loro buoni motivi. Ripeto, mi sembra ad una prima analisi un provvedimento molto diverso dal precedente e su cui occorrono maggiori informazioni prima di dare un giudizio definitivo». L’Amministrazione delle Dogane ha fatto sapere che «l’obiettivo di questa seconda fase dell’iniziativa è garantire maggiore sicurezza e maggiore efficienza».

Dunque la “fase due” è ufficialmente iniziata. La prima barriera è stata posizionata presso il valico del Cassinone a Sessa. Le altre cinque dogane interessate - a cominciare da Ponte Faloppia - sono Arzo, Indemini, Ligornetto e San Pietro di Stabio.


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