Caos passaggi a livello, nessuna deroga
L’Agenzia gela le speranze

L’ente nazionale ha imposto il nuovo sistema che prolunga la chiusura delle sbarre - E spiega: «Si tratta di un obbligo, non sono previsti rinvii. Le ferrovie sono tenute ad adeguarsi»

Una doccia gelata arriva dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie che chiude la porta a possibili deroghe per il tratto finale della linea Milano Cadorna-Como Lago nonostante il raddoppio dei tempi di chiusura dei tre passaggi a livello che si trovano su viale Lecco.

«Il sistema di controllo della marcia del treno (Scmt) – precisano dall’Agenzia, che ha sede a Firenze e su cui il ministero dei Trasporti ha potere di vigilanza - è obbligatorio dal 2012 su tutta la rete gestita da Rfi, all’epoca la sola vigilata dall’Ansf. Nel 2016, a seguito dell’incidente di Corato in Puglia, sono state poste sotto la vigilanza dell’Agenzia anche le reti regionali interconnesse tra cui rientra Fnm. Da tale data Ansf vigila sull’adozione del sistema di controllo della marcia del treno anche su queste reti. Da precisare che l’adozione di questi sistemi altamente tecnologici determina un upgrade importantissimo dal punto di vista della sicurezza ferroviaria e, in caso di passaggi a livello, anche per la sicurezza della circolazione dei veicoli e delle persone in quelle aree». Como, però, è un caso unico visto che i binari arrivano fino al lago e attraversano il capoluogo con il rischio, come ha annunciato il sindaco Mario Landriscina, che si arrivi, negli orari di punta ad avere le sbarre abbassate anche 20 minuti nell’ arco di un’ora. A precisa domanda, sulla situazione particolare del capoluogo, e alla richiesta se l’anomalia fosse stata segnalata da Ferrovie Nord, da Firenze rispondono: «Non ci risulta il dato dei 20 minuti. L’incremento del tempo di chiusura dei passaggi a livello va da uno a 2 minuti. Nel tratto in esame passano mediamente 4 treni ogni ora».

A riguardo vale la pena precisare che a Palazzo Cernezzi avevano parlato degli orari di punta con sei treni l’ora e con il passaggio a livello peggiore che starà abbassato 2 minuti e 45 i conti sono presto fatto. Questo ammesso che i dati con l’entrata in funzione effettiva del sistema siano quelli comunicati dalla società milanese al Comune di Como.

Ad ogni modo l’agenzia gela qualunque speranza. Almeno per ora. «Non sono previste deroghe o dilazioni – dicono testualmente -. Le uniche deroghe finora concesse sono quelle relative alla fase di installazione e avvio dei sistemi di controllo della marcia del treno. Una volta che questi sistemi vengono installati, i gestori sono tenuti a conformarsi ai nuovi standard».

Possibili altre vie d’uscita, tenendo anche conto delle ripercussioni sui mezzi di soccorso? «L’Ansf – spiegano - non entra nel merito delle decisioni tecniche. Nel rispetto delle condizioni di sicurezza, le alternative di tipo organizzativo, relative all’esecuzione del servizio o alla pianificazione della circolazione stradale, devono essere concordate tra il gestore della tratta ferroviaria e le amministrazioni locali e territoriali competenti». Bocciata anche la possibile ipotesi di tenere, limitatamente a quel tratto, un secondo macchinista a bordo: «È una misura mitigativa che abbiamo accordato nella fase di installazione del sistema di controllo della marcia del treno che va eliminata quando il sistema Scmt entra in funzione».

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