Coronavirus: non tutti
usano la mascherina

Como: n molti con le protezioni, ma alcuni senza. Primi controlli in città, ma domenica solo avvertimenti. Adesso le multe

«Come mai lei è senza mascherina?». Prima giornata, in città, di entrata in vigore della nuova ordinanza regionale che obbliga tutti i cittadini, in Lombardia, a coprirsi naso e bocca. Possibilmente con le mascherine più adatte allo scopo ma anche, in subordine, con sciarpe, foulard, fazzoletti, scaldacollo e qualunque altro indumento. L’importante è che, fuori di casa, si abbia naso e bocca coperti.

I controlli

Le forze di polizia, ieri, oltre ai consueti posti di blocco per verificare il rispetto del decreto del presidente del consiglio sul divieto di movimento - salvo reali motivi d’urgenza - tra un Comune e l’altro della provincia, hanno girato la città per cercare tutti i comaschi che non indossavano mascherine o surrogati.

Nessuna multa, però, almeno per ora. Le indicazioni della Prefettura per polizia, carabinieri, finanza e polizia locale sono state quelle di dedicare la giornata di domenica soprattutto alla sensibilizzazione delle persone. E quindi fermare chiunque girasse a volto scoperto per ricordargli che «da oggi è obbligatorio indossare protezioni su naso e bocca e che i trasgressori sono passibili di multa». Contravvenzioni, peraltro, particolarmente salate. Per i trasgressori, infatti, si applicano le stesse identiche sanzioni previste dal decreto firmato da Conte lo scorso 25 marzo, che prevede multe da 400 euro a ben 3mila euro nei casi più gravi.

Se, nella giornata di ieri, l’attività delle forze di polizia è stata soprattutto quella di sensibilizzare i comaschi sull’uso dei dispositivi di protezione, da oggi partiranno le contravvenzioni. Le pattuglie, su questo aspetto, sono state istruite chiaramente: un solo giorno di tolleranza, poi subito al via con le sanzioni. Quindi attenzione: prima di uscire di casa per qualsiasi motivo, oggi, portate con voi le mascherine (meglio) o comunque (per dirla con l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana) «qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca».

In realtà la stragrande maggioranza dei comaschi che, ieri, si trovavano in giro per la città, ha recepito la regola. Molti già giravano con le mascherine. Ma ancora diverse persone - soprattutto se impegnate in jogging o attività fisiche all’aperto, peraltro vietate - avevano il volto scoperto. E quindi erano passibili di multa.

Caccia ai presidi protettivi

Certo il provvedimento della Regione ha preso in contropiede molte persone, soprattutto perché dall’inizio dell’emergenza le mascherine scarseggiano e spesso, quando ci sono, i prezzi applicati sono decisamente molto alti.Per questo, si sono affrettati a chiarire ieri i vertici di Palazzo Lombardia, nell’ordinanza è stata inserita la possibilità di utilizzare anche indumenti.

Inoltre i Comuni sono stati incaricati di procedere alla distribuzione di presidi di protezione per i cittadini, impresa anche questa non agevole visto che - ad esempio - a Palazzo Cernezzi le mascherine ci sono soltanto per dipendenti, polizia locale, volontari della Protezione civile. In attesa della distribuzione di un numero congruo di dpi (dispositivi di protezione individuali) è comunque bene dotarsi di foulard o fazzoletti da oggi. n 
P.Mor.

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