Covid a Como, in 15 giorni
aumento del 56%

L’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti è salita in provincia a quota 165 contro i 106 di fine novembre. Permane il rischio di ingresso in zona gialla dalla prossima settimana: ieri tasso di positività regionale vicino al 3%

Mentre dal Sud Africa rimbalzano notizie non troppo rassicuranti sulla capacità di neutralizzare gli effetti del vaccino da parte della variante Omicron (gli anticorpi a contatto con Omicron calerebbero di 41 volte rispetto alle altre varianti), il Covid di casa nostra mantiene sciaguratamente alte le sue performance.

L’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti continua a salire. Il dato medio lombardo è di 174 casi di positività ogni 100mila abitanti, che in provincia di Como si abbassa alla quota di 165, pari a una variazione percentuale del 56% rispetto allo scorso 23 novembre, quando lo stesso dato era di soli 106 casi. Dalle cartine pubblicate qui accanto si evince come la Lombardia sia sostanzialmente divisa in due: le province messe peggio sono da una parte quelle di Brescia e Mantova, al confine con il Veneto, regione in cui l’incidenza è già oltre quota 360, dall’altra quelle che confinano con il capoluogo regionale, vale a dire Monza e Brianza e Varese, città che fa registrare il dato peggiore in assoluto, di 225 casi ogni 100mila abitanti.

Le altre province

Bergamo è la provincia che se la cava meglio di tutte, vicino a Lecco e Sondrio (136 casi su 100mila abitanti), mentre Como, Lodi, Mantova e Cremona si collocano in posizione intermedia. Fa specie rilevare come il 15 ottobre, all’inizio della quarta ondata, il capoluogo lariano fosse, assieme a Mantova, quello con i numeri in assoluto migliori e come, di conseguenza, sia tra quelli che in questa escalation ha fatto registrare la performance peggiore, essendo risalito dai nove casi ogni 100mila abitanti di inizio autunno, agli attuali 165.

I timori

In questo senso - come si evince sempre dalla cartina pubblicata accanto - Lecco è il capoluogo di provincia in cui si è registrato il picco più alto in termini di variazioni percentuali relative all’ultima quindicina di giorni: dal 23 novembre sul territorio i casi di positività al Covid sono aumentati del 116%, sedici punti percentuali in più di Pavia, altro capoluogo in questo senso malmesso.

Il timore è ovviamente uno soltanto, e cioè che stante la progressione attuale, dalla prossima settimana in Lombardia possa scattare la “zona gialla”, con ripercussioni minime per i titolari del super green pass ma senz’altro invasive per quanti non si siano sottoposti alla profilassi vaccinale. Nelle terapie intensive si è già superata la quota dell’8% di occupazione dei posti letto, e il parametro da zona gialla scatta una volta raggiunta la soglia del 10%.

Per quanto riguarda il tasso di occupazione delle aree mediche ospedaliere, l’altroieri si attestava al 14,7%, una cifra molto poco rassicurante, posto che il tetto di allerta zona gialla si colloca a quota 15. L’unica speranza è che da qui a domenica si confermi un trend che oggi pare appena intravedersi: la progressione nelle ultime ore sarebbe sia pure di poco inferiore a quella delle settimane precedenti. Per dire: l’Rt ospedaliero, è calato da 1,07 a 1. Piccoli segnali di speranza.

Questi infine i dati comunicati ieri: in provincia di Como si sono registrati due nuovi decessi e 215 casi,111 in quella di Lecco e 86 in quella di Sondrio. Sono 3.373 i nuovi casi in Lombardia. Sono stati effettuati 112.492 tamponi, per una percentuale di positività che sfiora il 3%. Sono 136 i ricoveri in terapia intensiva, 10 più del giorno precedente, e 1066 negli altri reparti (+25). I decessi in Lombardia sono 25, per un totale di 34.504 da inizio pandemia.
S. Fer.

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