Croce Rossa, veleni e liti in Tribunale
Il presidente di Como si dimette

Matteo Fois lascia e garantisce: «Risolti i problemi finanziari creati da altri» Ma a carico di Como restano pignoramenti per 600mila euro da 4 comitati

Cause, veleni, pignoramenti, accuse. Il mondo del soccorso comasco è scosso dalla guerra a colpi di ricorsi e carte bollate intestino alla Croce Rossa. Una guerra che ieri ha visto l’uscita di scena - polemica - di uno dei protagonisti (suo malgrado, dice lui): Matteo Fois si è dimesso da presidente del Comitato di Como della Cri. Sullo sfondo delle dimissioni una feroce polemica sulla gestione dei soldi pubblici girati da Areu alla Croce Rossa per i servizi di soccorso sanitario e che Como non avrebbe girato agli altri comitati locali lariani.

La lettera

Ma partiamo dal fondo. Ovvero dalle dimissioni formalizzate da Fois e dal commissariamento deciso dalla sede di Roma della Cri (con il commissario scelto da fuori Lombardia). Con «la risoluzione delle problematiche finanziarie del Comitato generate da altri Comitati, ritengo corretto rimettere il mandato» scrive l’ex presidente nella lettera inviata al presidente nazionale, non priva di un accenno polemico nei confronti soprattutto del Comitato di Cantù della Croce Rossa, ma anche a quelli di Lomazzo e di Uggiate Trevano (e, in parte, di Lurate Caccivio) colpevoli di aver trascinato in Tribunale i consociati di via Italia Libera.

Tutto nasce nel maggio scorso, quando il Comitato di Cantù ha contestato a Como di non aver girato parte dei soldi incassati da Areu per tutta la provincia per l’attività di emergenza ed urgenza (la cui convenzione, fino a pochi mesi fa, faceva capo proprio al Comitato di Como). Parliamo di una cifra di poco inferiore ai 190mila euro, trattenuta indebitamente - secondo le contestazioni dei soccorritori brianzoli - da via Italia Libera. Una versione accolta dal Tribunale che ha emesso contro la Croce Rossa guidata da Fois un decreto ingiuntivo con il pignoramento dei conti corrente.

Nei mesi successivi si sono accodati all’iniziativa di Cantù altri tre Comitati della : quello di Lomazzo (ingiunzione di pagamento da 80mila euro) quello di Uggiate Trevano (due ingiunzioni da oltre centomila euro) e infine Lurate Caccivio (anche qui la cifra è di centomila euro).

Ma se in questi quattro casi la querelle è sfociata in ricorsi formali davanti al Tribunale, i problemi di liquidità del Comitato di Como hanno pesato anche su altre realtà della Croce Rossa provinciale. Tanto da spingere il Comitato Nazionale a porsi come mediatore tra via Italia Libera e le altre realtà del territorio anticipando le somme dovute da Como.

Le difficoltà finanziarie

Ma dove sono nate le difficoltà economiche che hanno portato a questa situazione? Secondo Fois non c’è alcun dubbio: colpa del Comitato di Cantù e di chi ha seguito l’esempio.

«Abbiamo sempre pagato con regolarità - attacca Fois - Poi la scorsa primavera Cantù, con il quale discutiamo da tre anni di altre questioni, ha emesso una fattura per il pagamento delle spettanze di Areu e ha ottenuto un decreto ingiuntivo, che abbiamo contestato con l’avvocato Mario Botta». E i problemi di liquidità? «Sono nati in seguito al pignoramento dei conti da parte di Cantù. Per tre mesi ci siamo ritrovati con i conti bloccati e abbiamo rischiato il collasso finanziario per colpe non nostre. Ora il problema è risolto». Come? Con un mutuo bancario da ben 700mila euro. Ma la guerra intestina alla Croce Rossa è solo agli inizi: «Chiederemo i danni» assicura Fois. (Paolo Moretti)

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