I treni viaggiano sempre in ritardo?
La stazione anche (solo di cinque anni)

La storia del mai nato “hub” di Camerlata - Progetto del 2012 da finire nel 2014: lavori al via solo ora - Intanto il costo dell’opera è lievitato: da 7,5 a 9 milioni

I treni ritardano, paradossalmente “con puntualità quotidiana”, e le polemiche divampano alimentate dalle legittime arrabbiature dei pendolari, cui fa seguito l’inevitabile scaricabarile tra Trenord, Rfi e Regione. Un film già visto. Ma nessuno mai che si chieda le ragioni di questa strutturale condizione di difficoltà nel trasporto ferroviario locale.

Forse sarebbe utile risalire indietro con la memoria a pochi anni fa, quando venne annunciata la realizzazione di un’opera che, si diceva, avrebbe definitivamente migliorato la vita di migliaia di pendolari comaschi: la nuova stazione di Camerlata, che in un unico hub riunirà le reti di Rfi e Ferrovie Nord.

Il cantiere, in effetti, è stato aperto. Peccato che il primo colpo di piccone è stato dato solo due settimane fa, quando la nuova stazione avrebbe dovuto ampiamente essere già conclusa e funzionante da anni. La cronistoria di questa opera concepita nel 2012, mai nata e ancora in fieri, fa ben capire quali siano i mali che affliggono il nostro sistema di trasporti.

Era gennaio del 2014, quando la Regione annunciava di avere assegnato a Rfi un contributo di 5 milioni per la realizzazione del progetto, che prevede «un parcheggio di 250 posti auto, stazione dei bus e deposito biciclette, due nuove banchine con pensiline in corrispondenza dei binari Rfi e un sovrappasso di collegamento». L’allora assessore regionale ai Trasporti Maurizio Del Tenno scandiva tempi serratissimi: «Entro la fine di febbraio (cioè un mese dopo, ndr), Rfi dovrà predisporre il progetto e indire la gara di appalto. Il cantiere dovrà essere aperto entro il 31 maggio». Costo dell’opera: 7,5 milioni. Ricordiamoci l’anno: era il 2014.

Passano quasi due anni senza che succeda nulla e nel novembre 2015 cambia l’assessore. Questa volta era Alessandro Sorte a non farsi mancare il suo bell’annuncio: ma fissava prudenzialmente a due anni dopo, il 2017, l’avvio del cantiere. Passa invano anche quella scadenza e a dicembre 2018, l’anno scorso, al Pirellone vi è ancora un nuovo cambio di assessore. Ora è Claudia Maria Terzi. C’è da darle atto che il suo annuncio (inizio lavori entro il 15 novembre 2019), è stato rispettato. Nel frattempo però il preventivo è lievitato a 9 milioni (i soldi in più li ha messi l’Unione Europea). Tempi di realizzazione? Meglio non azzardare previsioni.

Insomma, le chiacchiere stanno a zero di fronte ai viaggi infiniti e alle lunghe attese che caratterizzano i trasferimenti di migliaia di comaschi da casa al posto di lavoro e viceversa. Che siano cause accidentali, piuttosto che strutturali, i pendolari hanno perso la speranza di vedere un giorno arrivare puntuali tutti i treni e per tutti i giorni. Una convinzione radicata, che nasce dall'esperienza diretta. L’evoluzione è lenta, l’adeguamento a standard di trasporto dignitoso procede a passo di lumaca. L’avvio di questi lavori, partiti con 5 anni di ritardo, è stato accolto quasi con indifferenza. Più delle parole, conteranno i fatti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA