La città nel caos
I 33 cantieri
che bloccano tutto

Ieri un’altra giornata di difficoltà sulle strade,Lavatelli: «Bisogna programmare meglio i lavori»

Da lunedì è cambiato tutto. La viabilità comasca, già sotto pressione da settimane anche a causa del cantiere in autostrada, è collassata con l’inizio delle lezioni.

La partenza della scuola ha dato il colpo di grazia a una situazione già compromessa dalla presenza di decine di cantieri in città. Se ne contano 33 - la mappa è sul sito del Comune - fra quelli in corso e quelli conclusi ma per i quali si deve ancora procedere alla riasfaltatura, quasi sempre entro la fine di questo mese.

Se già, in generale, la ripartenza porta rallentamenti in strada, la presenza di così tanti lavori in corso complica molto l’assunto. È vero che l’organizzazione scolastica prevede i doppi turni e, quindi, meno macchine sulle strade alle 8 di mattina.

Le paure dei genitori

Ma è altrettanto vero che i genitori, se possibile in questo frangente pandemico, preferiscono accompagnare i figli con il mezzo privato piuttosto di farli salire sul bus.

Risultato: la mattina attorno alle 8 è quasi impossibile muoversi in macchina senza mettere in conto d’impiegarci almeno un’ora per attraversare Como.

Di sicuro, i lavori alle gallerie dell’autostrada mettono in difficoltà la convalle: da Lazzago a via Cecilio, dalla Varesina a via Borgovico, da via Nino Bixio a via per San Fermo. Ci sono poi i cantieri cittadini: nei giorni scorsi, per esempio, i lavori alla rete del gas in via Paoli hanno creato code lunghe. Un piccolo cantiere in via Milano, lato corsia dei bus, ha peggiorato la situazione costringendo i mezzi pubblici a invadere la corsia per andare verso Porta Torre. I lavori in viale Cavallotti sono poca cosa eppure creano ripercussioni importanti. Anche diversi interventi privati di secondo piano, per esempio in via Recchi, tra gru e betoniere che invadono la carreggiata, creano grattacapi a interi quartieri. E lunedì partono i lavori in via Manzoni.

Più coordinamento

«Secondo me – spiega Mario Lavatelli, presidente dell’Acus – servirebbe un coordinamento preventivo sull’organizzazione dei cantieri. Sono necessari e vanno fatti, su questo non si discute, però si potrebbero anche chiamare i residenti interessati e le associazioni per ricevere indicazioni ed elementi in più da considerare nella programmazione».

Per Lavatelli potrebbe essere utile un tavolo di coordinamento fra gli enti per riuscire a dislocare meglio i lavori da eseguire: «Altrimenti – precisa – se tutti sono concentrati nello stesso periodo, è ovvio poi che arrivino i problemi».

Elisabetta Patelli, presidente onoraria di Europa Verde Lombardia, ha definito allarmante la situazione del trasporto privato in città: «Le auto sono imbottigliate in lunghe code ovunque, a tutte le ore, con criticità enormi in entrata sia al mattino sia nell’ora della prima uscita da scuola. Per entrare sulla direttrice di Albate, la coda era fissa e iniziava a Senna Comasco. Martedì, in Napoleona, la fila arrivava fino a Grandate».

Como non può reggere un aumento dell’uso del traffico privato: «Già la mobilità è sempre sull’orlo del collasso – aggiunge – non si può programmare i cantieri con leggerezza. Ormai non c’è tanto da fare, anche soluzioni come il car sharing o l’incentivo all’utilizzo dei battelli vanno pensate prima». Per Patelli, si dovrebbe ricominciare, «con intelligenza a fare sistema per liberare la città dalla morsa del traffico».

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