Paratie, Ferro e Viola condannati  «Sprecati 2 milioni e mezzo per il muro»
Antonio Viola e Antonio Ferro durante il processo a Como (Foto by archivio)

Paratie, Ferro e Viola condannati

«Sprecati 2 milioni e mezzo per il muro»

Devono risarcire 43mila euro. Gli altri soldi vanno chiesti a Regione, Comune e Sacaim

Lo scandalo del muro è costato alle casse pubbliche più di due milioni e mezzo di euro. Soldi che, ora, la Corte dei Conti ha deciso di chiedere agli amministratori e ai dirigenti pubblici che hanno concorso al pasticcio di dieci anni fa, padre di tutti i guai del cantiere paratie.

I giudici contabili di Milano hanno ribaltato l’assoluzione di primo grado ad Antonio Viola e Antonio Ferro , rispettivamente ex direttore dei lavori ed ex responsabile unico del procedimento paratie, condannandoli in appello a pagare rispettivamente 27mila e 16mila euro. Le due cifre sommate, secondo i giudici, ammontano al 10% del denaro (poco meno di 440mila euro) che, a detta dei magistrati della Corte dei Conti, dovrebbe essere restituito per danno erariale da componenti di giunta, avvocatura e segretario generale del Comune di Como in carica tra il 2009 e il 2011. Il resto della cifra - fino ai due milioni e mezzo di danno sancito dai giudici - dovrebbe essere messa in conto a Regione Lombardia, Soprintendenza, progettisti, commissione di collaudo in corso d’opera e Sacaim «che hanno cooperato a determinare il danno».

L’accordo bonario

Oggetto del procedimento erariale il cosiddetto accordo bonario che ha portato il Comune a pagare 2,9 milioni di euro a Sacaim per via dello stop al cantiere del 2009 dopo lo scoppio dello scandalo del muro e la necessità di rivedere il progetto dell’opera (con il varo della variante numero 1 del progetto paratie).

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