Pennestrì: «Pagavo tangenti   al fisco già nel 1980»
L’inchiesta sulla tangentopoli del fisco è condotta dagli uomini del nucleo di polizia finanziaria della Guardia di finanza di Como (Foto by foto butti)

Pennestrì: «Pagavo tangenti

al fisco già nel 1980»

Antonio Pennestrì ammette: buste con i soldi per non versare le tasse da ben quarant’anni. E sui rapporti con l’ex direttore dell’Agenzia delle entrate: «In poco più di un anno gli ho dato 50mila euro»

Già «negli anni Ottanta mi è capitato che pagassi funzionari dell’ufficio imposte consegnando loro buste di soldi». Più che un sistema, la corruzione in voga per aggirare il pagamento delle tasse è una vera e propria prassi consolidata nel tempo, tanto da diventare patrimonio di decine di professionisti. Le parole pronunciate da Antonio Pennestrì , elogiatissimo presidente della Comense prima di essere pizzicato per ben tre volte a commettere reati sempre sull’onda del “frodiamo il fisco”, suonano come uno schiaffo per tutti i contribuenti onesti. E confermano l’allarme lanciato da Procura e giudice delle indagini preliminari: a Como da decenni c’è chi paga (e chi accetta soldi) per sottrarre fondi pubblici e creare provviste in nero.

Paolo Moretti Giornalista

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