Rsa, 13 mascherine a operatore L’Ats non ha protetto nessuno
I carabinieri dei Nas indagano sulla diffusione del Covid nelle case di riposo

Rsa, 13 mascherine a operatore
L’Ats non ha protetto nessuno

Tra i dati recuperati dai Nas anche quello sui Dpi - Solo 22 flaconi di gel consegnati per 100 strutture

I numeri smentiscono la propaganda. Nei giorni in cui Ats Insubria diffondeva comunicati autocelebrativi sulla gestione dell’emergenza Covid nelle Rsa (793 anziani morti tra marzo e giugno nelle sole strutture comasche) sostenendo entusiasticamente «come un attento monitoraggio della situazione ha prodotto il risultato positivo di un elevano numero di Rsa Covid-free» (in realtà le Rsa non colpite sono state meno di quelle interessate dal Covid), non solo nelle case di riposo comasche i pazienti vittime del Covid si moltiplicavano, ma da parte di Ats i dispositivi di protezione per gli operatori arrivavano con il contagocce. L’ex Asl, com’è ormai noto per chi ha seguito le cronache di questi mesi, è particolarmente allergica alla trasparenza e non fornisce i dati pubblici richiesti, ma quando elabora per proprio conto numeri che nelle intenzioni dovrebbero essere lusinghieri, fa emergere come la prevenzione sia totalmente fallita sul nostro territorio.

Paolo Moretti Giornalista

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