Stadio, il Como ci crede   E spunta l’hotel
Lo stadio Giuseppe Sinigaglia, inaugurato nel 1927

Stadio, il Como ci crede

E spunta l’hotel

Il Ceo del Como Gandler cita questo particolare in una chiacchierata sul progetti futuri dell’area. «Abbiamo capito che al Comune interessa l’operazione». Poi. «Priorità alla sicurezza. Buona notizia lo sconto»

Eppur (qualcosa) si muove. Sulla questione stadio non è tutto fermo come potrebbe sembrare. Ed è già qualcosa, in una città che ha perso molti treni e molte scommesse per immobilismo. Riassunto delle puntate precedenti: a Como è arrivata una proprietà seria, ben intenzionata a riportare la squadra di calcio della città nel calcio che conta. A patto che si riesca a trasformare l’attuale Sinigaglia in un impianto moderno, nuovo, appetibile, ospitale e soprattutto commercialmente remunerativo. Tra Ticosa, paratie, tangenziali varie e tutto quello che sappiamo, sono molti che scometterebbero più di un euro sul fallimento di tutto il progetto. E sulla ritirata della proprietà ambiziosa (ah, per chi non se ne fosse accorto: soldi indonesiani del magnate Rubi Hartono e gestione americana del manager Michael Gandler).

Dicevamo che qualcosa si muove. La fiammella è accesa. Secondo i tam tam dei bene informati, specie delle cose di Palazzo Cernezzi, le parti, cioè il Calcio Como ed esponenti del Comune si sarebbero incontrati più volte per decidere il da farsi. Erano spuntati ben cinque gruppi che si erano detti interessati alla realizzazione del progetto. Adesso c’è già stata una scrematura: ne sarebbero rimasti in piedi solo due, di questi gruppi. Di più: uno starebbe a cuore a Gandler, e si tratterebbe del gruppo trainato in città dall’imprenditore immobiliare Ugoni. L’altro sarebbe invece un gruppo straniero, quello che si sta occupando anche della nascita del nuovo stadio si San Siro. Uno dei prossimi scogli operativi sarà quello di stabilire chi sarà l’interlocutore.

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