Bambole e cafoni       Il coraggio della verità

Bambole e cafoni
Il coraggio della verità

Il giornalismo di sinistra è specializzato in conformismo. Il giornalismo di destra, invece, in becerismo. Il secondo è spesso sgradevole. Il primo è sempre insopportabile. E soprattutto pericoloso, perché il conformismo è ormai l’unica unità di misura del mondo, che ha un solo pensiero, una sola grammatica, una sola cultura. Poi, per fortuna, ci sono tutte le eccezioni, a destra come a sinistra, e quando capitano è bello segnalarle, perché allora c’è speranza che non tutti abbiano portato il cervello all’ammasso.

Nei giorni scorsi, a proposito dell’ormai celeberrima vicenda delle molestie sessuali in diretta a una cronista di Toscana tv dopo Empoli-Fiorentina e sulla quale il giornalismo collettivo nazionale si è esibito nel pezzo forte del suo repertorio - ogni riga un’indignazione, ogni capoverso un’indignazione, ogni servizio un’indignatissima indignata indignazione - sono usciti un paio di interventi di rara intelligenza. Attenzione, non firmati da due machisti, sessisti, analfabeti di destra, ma invece da due notissime giornaliste di sinistra: la prima è Conchita De Gregorio, molto radical chic, anzi, l’apoteosi del radical chic, e l’altra, invece, una fuoriclasse indiscussa del mestiere, Natalia Aspesi. E quindi la loro opinione sul tema ha particolare valore.

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