Se i giudici diventano i padroni della vita

Se i giudici diventano i padroni della vita

Al tempo della morte di Eluana Englaro, la ragazza morta nel 2009 per l’interruzione della nutrizione artificiale e del dibattito sul fine vita che coinvolse l’Italia intera, mi colpirono molto le parole di Enzo Jannacci, che si definiva “ateo molto imprudente”, grandissimo cabarettista e autore di canzoni immortali ma in questo caso padre e soprattutto medico. Le riporto da un’intervista al Corriere. «Cervello morto? Si usano queste espressioni troppo alla leggera. Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l’idea di non potergli più stare accanto».

E ancora: «Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa. L’esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque».

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