Aperta un’inchiesta sulla scomparsa di Greta Spreafico: «Temeva che volessero farle del male»

ErbaLa donna si era rivolta a un investigatore privato, preoccupata per la propria incolumità. Da giugno non si hanno più notizie di lei. L’ipotesi avanzata dalla Procura è sequestro di persona

Sequestro di persona. Con questa ipotesi di reato la Procura di Rovigo ha aperto un’inchiesta sulla sorte dell’erbese greta Spreafico, 53 anni, scomparsa il 4 giugno a Porto Tolle.

Nel mese di aprile, prima di trasferirsi sul delta del Po per vendere una casa di famiglia, la donna si era rivolta a un investigatore privato temendo che qualcuno volesse farle del male; restano da chiarire diversi aspetti sui suoi ultimi giorni a Porto Tolle, dove aveva trovato nuovi amici.

Le paure

Tra i materiali a disposizione della Procura ci sono quelli forniti dall’investigatore Ezio Denti, ospite giovedì sera di Telelombardia. Denti ha raccontato di essere stato contattato da Greta lo scorso 13 aprile e di averla incontrata a Erba: la donna, molto spaventata, temeva che qualcuno volesse farle del male e avrebbe indicato alcune persone all’investigatore. Il suo scopo era avere delle rassicurazioni. Nessun cenno, però, alla volontà di trasferirsi a Porto Tolle per vendere la casa ereditata dal nonno materno.

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Greta si era spostata in Provincia di Rovigo ai primi di maggio. Il compagno Gabriele Lietti, intervistato mercoledì sera dalla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, ha detto che «aveva promesso di vendere la casa del nonno al cugino, voleva mantenere la promessa». Il rogito era fissato per il 6 giugno, la mattina del 4 giugno è scomparsa: la sua Kia Picanto nera, con lei e un’altra persona a bordo, è stata fotografata da una telecamera stradale intorno alle cinque. Poi il nulla.

Nella prima metà di maggio, ha ricordato Lietti, Greta «è stata ospitata da diverse persone. Poi mi disse di aver finalmente trovato un’amica di nome Giulia, le aveva anche proposto un appartamento in Piemonte e stava decidendo se andare là con lei».

Giulia è il nome della compagna di Andrea Tosi, il giardiniere che ha trascorso gli ultimi giorni con la cantante erbese fino alle 2 della fatidica notte fra il 3 e il 4 giugno.

Difficile dire se si tratti della stessa persona, perché la compagna di Tosi ha spiegato all’inviato Rai di aver conosciuto Greta solo per una sera in un bar di Porto Tolle, alla fine di maggio; Greta si riferiva invece a un’amicizia più profonda.

Gli amici

Lietti parla di Greta come di una donna «che aveva molto bisogno di persone che potessero stare con lei». Lo pensano anche i suoi amici di Erba, a partire dai membri dell’associazione Ama la musica, Ama le donne con cui aveva collaborato per progetti contro la violenza di genere: a Greta è dedicato il concerto organizzato dalla stessa associazione venerdì 9 dicembre alle 20.45 al teatro Excelsior di via Diaz, una serata in musica per non dimenticare la cantante scomparsa.

La scorsa settimana Paola Corbo, animatrice di Ama la musica, Ama le donne, ha detto a La Provincia che la sua amica Greta non se ne sarebbe mai andata volontariamente facendo perdere le tracce: è da qualche parte e non bisogna smettere di cercarla. Se ne stanno occupando le forze dell’ordine coordinate dalla Procura di Rovigo.

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