Vaccini, da oggi si prenotano gli over 40
Possono farlo 71mila comaschi

«Vietato spostare la data del richiamo» Finora il 66,5% dei vaccinati sul Lario ha ricevuto una dose di Pfizer, il 25,9% AstraZeneca e il 6,5% Moderna

Da oggi altri 70mila comaschi, di età compresa tra i 40 e i 49 anni, possono prenotare l’appuntamento per il vaccino. Confermata, dunque, la data comunicata dalla Regione già una settimana fa. Come sempre non c’è un orario preciso, ma in genere il portale accetta le prenotazioni fin dalla notte precedente (infatti molti hanno tenuto d’occhio il sito già ieri sera) per evitare il cosiddetto effetto imbuto, ovvero che tutti si piazzino davanti al computer alla stessa ora.

Tra una settimana, ovvero da giovedì prossimo, toccherà ai trentenni che, tolti sanitari, categorie fragili e caregiver, coinvolge circa 53mila comaschi. Infine a partire dal 2 giugno la campagna si conclude con gli appuntamenti della fascia tra i 29 e i 16 anni, complessivamente altri 71mila comaschi.

Come sempre sono quattro le opzioni per prenotarsi: attraverso i portale prenotazionevaccinocovid.regione.lombardia.it, rivolgendosi ai portalettere, agli sportelli Postamat oppure chiamando il numero verde 800.894.545 (servono codice fiscale e numero della tessera sanitaria).

La settimana dei cinquantenni

Sul fronte delle vaccinazioni per la fascia dei cinquantenni sarà la prossima settimana quella della maggiore contrazione di appuntamenti, con il picco atteso il 31 maggio. Proprio dalla prossima settimana la campagna vaccinale nel Comasco attende una svolta. L’Asst Lariana dovrebbe ricevere un quantitativo di vaccini molto consistente, dai primi di giugno poi anche secondo l’Ats Insubria le forniture dovrebbero essere ingenti.

Il ritmo dei vaccini

Al momento continuiamo a veleggiare intorno ad una media di poco più di 5mila vaccinazioni ogni ventiquattro ore negli ultimi giorni, pur avendo dimostrato a fine aprile di avere la capacità di inoculare oltre 7mila dosi al giorno. Da lunedì c’è stata un’inversione di tendenza, sono più i richiami fatti nell’arco della singola giornata rispetto alle prime dosi. Lunedì 1.597 prime dosi contro 3.544 seconde dosi e martedì 1.946 conto 3.114 richiami. La platea dei cittadini inclusi nella campagna così si allarga con maggiore lentezza. Da aprile le prime dosi sono sempre state molte più rispetto ai richiami. Segno di una programmazione che deve tenere conto dei tanti richiami in calendario ed anche, come detto, di una disponibilità di dosi non così generosa.

Da gennaio a oggi il 66,58% dei comaschi è stato vaccinato con Pfizer, il 25,9% con AstraZeneca, il 6,56% con Moderna e lo 0,96% con Johnson&Johnson. Con Pfizer e Moderna in Lombardia il richiamo è programmato dopo 35 giorni, le autorità sanitarie hanno dato indicazione di somministrare questi vaccini senza limiti d’età sopra ai 16 anni e quindi sono utili a vaccinare anche le fasce più giovani.

Con AstraZeneca il richiamo cade tra la decima e la dodicesima settimana, quindi dopo 70 massimo 84 giorni. In questo caso dopo diversi cambi e decisioni contrastanti il vaccino oggi è indicato sopra ai 60 anni. Quanto a Johnson&Johnson come noto è monodose ed è in uso sopra i 60 anni.

Come spiegato si ricorda che non è possibile spostare la data del richiamo una volta fatta la prima vaccinazione. Si può al massimo disdire il primo appuntamento cercando di prevedere la data del richiamo, ma finendo comunque in coda e dovendo prenotare di nuovo. Il richiamo in vacanza, nonostante se ne sia parlato e diverse Regioni come Liguria e Veneto insistano, non rientra nei piani della struttura commissariale ed è un’idea che è stata scartata anche dai vertici della Lombardia.

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