Briantea 84 protagonista su Rai Sport per la vittoria dello scudetto
In onda una trasmissione che ha dedicato gran parte del tempo di programmazione squadra canturina, vincitrice di un ennesimo titolo
Lettura 1 min.Cantù
L’ultima puntata di SportAbilia andata in onda su RaiSport ha dato grande spazio al 12esimo scudetto conquistato dalla Unipol Briantea84 Cantù, basket in carrozzina. In studio, il cestista argentino della squadra Adolfo Berdun. La società era già stata ospite in Rai a novembre in occasione della vittoria per la Supercoppa Italiana. Stavolta è stato possibile fare un focus mirato sullo scudetto, con ampi servizi e commenti. Si è parlato anche del lavoro di promozione sportiva e etica nelle scuole. In tutto: una ventina di minuti di trasmissione, con diversi servizi e una carrellata di immagini legate alle finali di quest’anno.
«Contro Santo Stefano Kos - ha detto Berdun, intervistato da Stefano De Agostini di RaiSport - sono sempre delle gare importanti, difficili, è una grande società che è sempre in semifinale e in finale. Quest’anno è stato difficile: come per tutte le altre finali». Quindi si è parlato di attaccamento alla maglia, sulla scorta di quanto affermato dal compagno di squadra Filippo Carossino. «Ogni volta che rappresenti una società come la Briantea è importante tenere ben presente i colori che si indossano. In questa squadra - ha detto Berdun - ognuno di noi tiene senz’altro alla maglia».
A Berdun è stato chiesto del suo particolare rito di vittoria: aggrapparsi al canestro e issarsi per il taglio della retina. «Un grande amico mio mi aveva raccontato che lui una volta aveva visto un ragazzo con una gamba che saliva sul canestro», ha detto: Berdun si trova nella stessa condizione di quel ragazzo. «Ci ho pensato - ha aggiunto - All’epoca avevo sedici anni, non avevo ancora vinto nulla. Mi sono detto: un giorno lo farò anche io. Un giorno ho vinto un trofeo. Ho provato a salire e da allora, per fortuna, è successo spesso. Una di queste retine l’ho a casa, le altre di solito le do ai compagni. Quella di quest’anno l’abbiamo tagliata a pezzettini: ce l’hanno tutti i giocatori e lo staff. La società dietro fa un grandissimo lavoro, ci fa diventare atleti al 100%».
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