“Felice Villa”, tagliati i tubi dell’ossigeno. Quattro pazienti trasferiti dall’ospedale

Mariano L’impresa che sta riqualificando il presidio ha accidentalmente danneggiato la rete. L’incidente è avvenuto in un reparto di degenza dedicato ai pazienti fragili, anche se non acuti

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MAriano

Lavori al Felice Villa, la ditta taglia le tubature dell’ossigeno: quattro pazienti trasportati via dall’ospedale di comunità.

Ieri pomeriggio l’impresa che sta portando avanti i lavori di riqualificazione del presidio marianese ha accidentalmente danneggiato la rete delle tubazioni che garantiscono l’ossigenazione nelle stanze dei malati. Perciò è stato necessario trasferire presso altri ospedali i pazienti bisognosi di ossigeno terapia, in particolare quattro ricoverati all’interno dell’Ospedale di comunità, un reparto di degenza dedicato ai pazienti fragili, seppure non acuti o urgenti. Per due di loro la destinazione temporanea scelta è stata l’ospedale di comunità di Cantù, per gli altri due lo stesso reparto attivo a Como in via Napoleona all’ex Sant’Anna.

Deciso da direzione e medici

Così hanno deciso la direzione e il personale medico. Il Felice Villa però internamente ha anche tra le attività l’Hospice, il centro per le cure palliative dei malati terminali, il reparto di Riabilitazione e la Dialisi, appena riaperta da pochi giorni.

I pazienti ricoverati a Mariano Comense in totale sono 51. In partcolare 14 i degenti nell’ospedale di comunità che conta venti letti, altri dieci sono all’Hospice mentre 27 nella Riablitazione.

«Gestione tempestiva»

Secondo l’Asst Lariana, che ha pubblicato in serata una nota, l’incidente è stato «gestito con tempestività» e per gli altri pazienti, in caso di necessità, sono già state prese ulteriori misure di cautela.

«A ulteriore garanzia dell’assistenza ai degenti – spiega l’ex azienda ospedaliera tramite l’ufficio stampa - sono state tempestivamente reperite e rese disponibili trenta bombole di ossigeno da cinque litri e quindici contenitori di ossigeno criogenico, al fine di far fronte a eventuali situazioni di emergenza».

Familiari e parenti avvisati hanno vissuto il disagio con qualche comprensibile apprensione. Resta il danno alle rete delle tubature per l’ossigeno che va riparato.

«Per quanto riguarda il ripristino dell’impianto – scrive sempre l’Asst Lariana - sono in corso le valutazioni tecniche con gli uffici competenti al fine di definire le tempistiche di intervento e procedere alla riparazione nel più breve tempo possibile. Asst Lariana assicura il costante monitoraggio della situazione e ringrazia il personale coinvolto per la professionalità e la prontezza dimostrate nella gestione dell’emergenza».

Il cantiere al blocco D

Tutto il presidio è interessato da anni da ingenti lavori di riqualificazione, gli ultimi più rilevanti in corso riguardano la Casa di comunità, il blotto D, quello che mantiene l’accesso dal retro, da via Isonzo. L’edificio è ancora tutto chiuso da impalcature e reti, salvo la dialisi riaperta con accesso separato più in fretta per dare la precedenza ai pazienti ogni giorno bisognosi di trattamenti. Sono opere finanziate da tempo tramite Pnrr che hanno nel tempo accumulato ritardi, complici anche alcuni inattesi ostacoli. Questo incidente in particolare è una tegola che ha creato ripercussioni sulla ordinaria attività sanitaria del presidio.

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