Inchiesta sui fallimenti immobiliari: scarcerato l’ex assessore Claudio Ferrari

Cantù Decisione del giudice dopo sei mesi di detenzione, nonostante il parere negativo del pm. I legali avevano chiesto i domiciliari: ora avrà l’obbligo di dimora in città. A processo il 23 giugno

Claudio Ferrari è uscito dal carcere. L’ex assessore di Cantù, indagato dalla procura di Como (pubblico ministero Antonia Pavan) nell’ambito di un maxi fascicolo per un presunto giro di reati fiscali e bancarotte che aveva finito con il coinvolgere diversi indagati, era detenuto dallo scorso 21 novembre. La scarcerazione, trascorsi sei mesi dal giorno dell’esecuzione di quella ordinanza di custodia cautelare che tanto clamore aveva suscitato in tutta la provincia, è avvenuta nella giornata di sabato accogliendo l’istanza che era stata presentata dagli avvocati Davide Giudici e Paolo Santarelli.

La ricusazione del giudice

I legali avevano chiesto i domiciliari, mentre il giudice Cristiana Caruso ha concesso sì la scarcerazione ma con l’obbligo di dimora nel territorio del comune di Cantù. Il pubblico ministero aveva dato comunque parere negativo alla scarcerazione, nonostante come detto dal giorno dell’arresto siano ormai passati molti mesi.

Ferrari, occorre ricordare, in questo lungo lasso di tempo aveva battagliato con più istanze e ricorsi che erano stati respinti. Era invece stata accolta la ricusazione del giudice dell’udienza preliminare, che in origine era Carlo Cecchetti, proprio in seguito ad un ricorso presentato dagli avvocati Giudici e Santarelli di fronte alla Corte d’Appello di Milano. Un cambio che porterà l’ex assessore canturino – il prossimo 23 giugno – a comparire davanti proprio alla dottoressa Cristiana Caruso che ha assunto il fascicolo. Lo stesso magistrato che ha concesso sabato scorso che per Ferrari, dopo sei mesi, si aprissero le porte del carcere.

Il fascicolo di cui stiamo scrivendo era “entrato in scena” come detto il 21 di novembre con la notifica di ben quattro ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip, nonché con quella dei decreti di sequestro preventivo, diretto e per equivalente, sino alla cifra di 4.307.999 euro. I reati contestati nella fase iniziale della vicenda erano stati quelli a vario titolo di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e di bancarotta fraudolenta.

Le quattro persone arrestate dal nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Como erano tutte molto note a Cantù. Claudio Ferrari infatti era entrato nella giunta di Tiziana Sala, secondo mandato. Era stato assessore all’Ambiente e all’Ecologia. Ma con lui era finito nei guai anche Giorgio Quintavalle che aveva fatto parte della giunta di Edgardo Arosio tra il 1997 e il 2002, con delega allo Sport e alle Politiche Finanziarie.

Colpiti dall’ordinanza anche Fabrizio Arnaboldi, un professionista attivo nel campo immobiliare, 52 anni residente a Cantù e Luca Della Fontana (57 anni), ristoratore, anche lui nato a Cantù ma residente in provincia di Varese. Quest’ultimo era tornato libero quasi subito, dopo l’interrogatorio. Arnaboldi aveva ottenuto i domiciliari poco dopo, Quintavalle dopo il Riesame mentre in carcere rimaneva ancora Ferrari.

Le date

Intanto tutti gli indagati hanno già le date fissate per comparire di fronte ai diversi giudici. Quintavalle affronterà un pubblico dibattimento, Ferrari sarà in aula il già citato 23 giugno e tutti gli altri andranno davanti al gup originario Carlo Cecchetti.

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