Campione rinasce dalle ceneri: «Il casinò è tornato in salute. Onoreremo tutti i nostri debiti»

Sala gioco Il punto dell’amministratore a 13 giorni dall’udienza in Tribunale. Ambrosini: «Numeri incoraggianti, il piano concordato verrà raggiunto»

A 13 giorni dall’udienza presso il Tribunale fallimentare di Como (convocata per il 21 novembre), l’amministratore delegato del Casinò, Marco Ambrosini, ci ha tenuto ieri a rassicurare in prima persona sullo stato di salute della Casa da gioco, facendo ampio e specifico riferimento al rispetto degli accordi presi soprattutto in relazione al piano che consentirà di onorare i 90 milioni di debiti accumulati dal Casinò.

Il tutto in virtù dei 600-700 ingressi giornalieri che stanno consentendo alla Casa da gioco di ripartire dalle ceneri di un fallimento che ha pesato come un macigno sull’economia di Campione nonché sulle delicate dinamiche dei rapporti con il Comune.

La situazione

Di fatto, Marco Ambrosini ha certificato che il 21 novembre l’udienza di convalida del concordato non potrà che prendere atto del fatto che il concordato stesso è stato approvato «in modo plebiscitario da tutti i creditori», con gli incassi che hanno superato di circa il 10% le iniziali previsioni. E’ chiaro che la strada per il ritorno alla nuova normalità è ancora lunga, con il futuro (lungo cinque anni) che in prima battuta passa dall’onorare i debiti accumulati con i creditori privilegiati - a cominciare dagli ex dipendenti, alcuni dei quali poi tornati tra il personale della Casa da gioco (174 gli attuali dipendenti del Casinò) - e con i creditori chirografari - una banca (nella misura del 50%) - e in seconda battuta da un piano di rilancio che passa da un nuovo banco o dalla possibilità di ospitare dentro il complesso del Casinò anche attività di ristorazione o commerciali che comunque «dovranno vivere di luce propria». Nell’ora abbondante di disamina dell’attuale situazione, Ambrosini non ha fatto mistero circa il fatto che la situazione è migliore di quanto si potesse immaginare sulla carta, lanciando anche un messaggio anche alle altre Case da gioco ticinesi (Lugano e Mendrisio) - mai menzionate come rivali - e cioè che “dalla riapertura del Casinò di Campione stanno traendo benefici e non danni anche le altre Case da gioco, con cui i rapporti di vicinato sono ottimi”.

«Primo anno oltre le aspettative»

«Sono convinto, con il supporto di numeri incoraggianti, che i risultati contenuti nel piano concordatario possano essere raggiunti - la chiosa di Ambrosini -. Di sicuro per il primo anno l’obiettivo è stato raggiunto. Per gli anni a venire, ci sarà la necessità di una serie di interventi che sono già stati impostati».

Al Casinò di Campione - altro messaggio nel solco di quella ripartenza a pieni giri delineata dall’amministratore delegato - torneranno anche gli eventi, che un tempo rappresentano un must per la Casa da gioco ed in particolare si sta preparando un evento di rilievo per il Capodanno, che vuole essere di buon auspicio per il 2023. I dettagli saranno resi noti a stretto giro.

Alla voce “preoccupazioni” figurano al primo posto i rincari energetici («Anche se su mio input abbiamo già dato conto ad un piano di efficientamento energetico», le parole di Ambrosini”. Meno preoccupante il franco forte nei confronti dell’euro, anche se la situazione resta sotto stretto monitoraggio.

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