Ucciso dal muletto sul lavoro. Le condanne dopo otto anni

Grandate L’incidente era avvenuto in uno dei cantieri della Pedemontana. A perdere la vita un autotrasportatore campano, che portava i guard rail

A più di otto anni di distanza dall’infortunio sul lavoro che così la vita a Gennaro Di Tofano, 55 anni, autotrasportatore originario di Falciano del Massico, in provincia di Caserta, dramma che avvenne all’interno di uno dei cantieri della Pedemontana a Grandate, in Tribunale a Como si è arrivati alla sentenza di primo grado. Un processo complicato, che aveva visto una lunga fase di indagine (trascorsero quattro anni prima di arrivare di fronte al giudice dell’udienza preliminare) e che poi era stato anche ulteriormente rallentato dall’esplosione della pandemia da Covid.

Iter difficoltoso

Ieri tuttavia il giudice monocratico Veronica Dal Pozzo ha potuto leggere il dispositivo della sentenza che ha assolto quattro dei sette imputati condannandone tre ad una pena di quattro mesi. La vittima era stata travolta e uccisa da un muletto in manovra mentre erano in corso le manovre di scarico di una serie di lastre di metallo per i guardrail.

L’incidente era avvenuto nell’area di cantiere di via Pratei intorno alle 16.30 del 29 ottobre 2014. Il camionista campano era arrivato da pochi minuti e aveva iniziato a scaricare il suo camion, carico di materiale metallico per la realizzazione dei guardrail della Pedemontana. Il cinquantacinquenne aveva aperto i pannelli laterali del suo bilico, quando un muletto in manovra lo aveva colpito. Inutili erano stati i soccorsi per cercare di salvargli la vita.

In sette erano finiti davanti al giudice per quell’infortunio mortale sul lavoro. La procura aveva chiesto la condanna per tutti. Il giudice ha invece deciso di accogliere la richiesta solo per Roberto Bocchio, 72 anni di Chiavari, della ditta appaltatrice per la posa dei guardrail, Marco Cristina, 58 anni di San Fermo, e Gianfranco Guarisco, 84 anni sempre di San Fermo, che non erano coinvolti nei lavori di cantiere ma che avevano messo a disposizione l’area come deposito temporaneo per lo scarico delle lastre di metallo.

«In questo momento non c’è niente da dire – ha commentato ieri l’avvocato Roberto Denti che, con il collega Alberto Grandi, ha assistito i due imputati comaschi ieri condannati – Attendiamo le motivazioni della sentenza e poi decideremo come muoverci».

Le assoluzioni

Assolti invece Franco Vaschetto (54 anni, di Castagnole Monferrato), Federico Caldinelli (47 anni, di Passirano Brescia), Luciano Bergadano di Novi Ligure (77 anni) e infine David Simone Rustici, 50 anni di Fino Mornasco, altro comasco assistito dal legale Samuel Auguadro. Per loro il giudice non ha riscontrato alcuna penale responsabilità in quanto avvenne in quel drammatico pomeriggio dell’ormai lontano ottobre 2014.

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