Ats, dopo l’attacco hacker si muove il garante della privacy

L’authority ha aperto un fascicolo: «L’agenzia ha l’obbligo di informare le possibili vittime» - Su sollecitazione delle parti lese si può eventualmente sanzionare il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza

Ats, dopo l’attacco hacker si muove il garante della privacy
La sede comasca di Ats Insubria: l’agenzia della salute ha subito un pesante attacco informatico

Il Garante per la privacy si muove sul furto dei dati dell’Ats Insubria. E al momento c’è poco altro da fare perché cancellare nomi, cognomi e informazioni sensibili sul dark web è una battaglia persa.

Il Garante per la protezione dei dati personali, authority presieduta da Pasquale Stanzione , fa sapere che a Roma è stato aperto un fascicolo relativo al furto compiuto da anonimi hacker ai danni dell’agenzia della salute di Como e Varese. Secondo il garante si configura una violazione dei diritti dei cittadini le cui informazioni personali sono state pubblicate dai pirati informatici online. Si tratta solo di un assaggio di tutti i file che gli hacker minacciano di diffondere la settimana prossima se Ats - come ha già anticipato - non pagherà un riscatto.

L’Ats, subito il furto, doveva notificare entro 72 ore alle autorità la violazione e poi comunicare ai soggetti interessati quanto accaduto. Soprattutto se - come abbiamo avuto modo di testimoniare - tra i file messi online ci sono numeri di telefono, indirizzi, codici Iban e documenti di centinaia di cittadini. Ats ha inviato un comunicato stampa e sul proprio sito ha aperto una finestra per dare agli assistiti queste informazioni, che comunque così difficilmente arriveranno a tutti i soggetti colpiti, in gran parte ignari del fatto.

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