Don Roberto Malgesini è nei pensieri di Papa Francesco: ecco come può diventare beato

Fede Monsignor Cantoni ha rivelato come il Pontefice abbia più volte ricordato il prete ucciso. Per il diritto canonico, salvo dispensa papale, la causa inizia non prima di 5 anni dalla morte

Don Roberto Malgesini beato dopo il martirio. Un auspicio e una via tracciata dal neo cardinale Oscar Cantoni in preghiera sul luogo dove “il prete degli ultimi” è stato ucciso il 15 settembre di due anni fa. «Pensiamo - le sue parole - che tenendo viva la memoria, presto possiamo riceverlo come nostro beato che si aggiunge alla lunga schiera dei martiri».

La «chiesa martire»

E di don Roberto ha parlato anche nell’omelia in Cattedrale, ricordando come «le radici stesse della nostra chiesa» cominciano con il «sacrificio dei nostri primi martiri, Carpoforo e compagni, fino a questi anni recenti, in cui il sangue dei nostri fratelli ha impreziosito e resa feconda di buoni frutti la nostra comunità cristiana». Ha citato Nicolò Rusca (2013), Teresio Olivelli (2018), la beata suor Laura Mainetti (2021), Giulio Rocca (1992), don Renzo Beretta (1999).

«La memoria di don Roberto affascina tanti, compreso il Santo Padre»

Per poi arrivare fino a don Malgesini e a papa Francesco: «Infine la vita donata di don Roberto Malgesini, a San Rocco in Como, nel 2020, la cui memoria continua ad affascinare tante persone, compreso il Santo Padre. Me ne ha parlato lui stesso proprio ieri pomeriggio (martedì, durante la conclusione della due giorni di approfondimento in Vaticano sulla riforma della Curia romana,ndr)». Una scia di sangue che ha avuto un ruolo nella creazione di monsignor Cantoni a cardinale, come ha spiegato lui stesso: «La scelta di papa Francesco di riconoscere e additare la chiesa di Como come una “chiesa martire” è una delle ragioni che spiega la mia nomina a cardinale, quale vescovo di questa chiesa, ammantata dal sangue fecondo e glorioso di questi suoi figli» .

Per diventare beato la strada è segnata dalle disposizioni del diritto canonico, che scandisce le varie fasi del processo di beatificazione. In particolare, secondo il dicastero per le Cause dei santi «il processo di beatificazione, salvo una particolare dispensa papale, non può iniziare prima che siano passati almeno 5 anni dalla morte del candidato».

La procedura tra Como e Roma

Nel caso di don Malgesini, quindi, con la procedura ordinaria, si potrebbe avviare il processo dopo il 15 settembre del 2025. Ma nessuno può sapere se il Pontefice abbia intenzione di intervenire direttamente. Il vescovo diocesano poi «nomina un tribunale composto da un suo delegato, da un promotore di giustizia e da un notaio attuario». Nel caso di un martire non è necessario aspettare un miracolo dovuto alla sua intercessione. Terminato questo lavoro, si chiude la fase diocesana dell’inchiesta e tutto il materiale viene consegnato a Roma al dicastero delle Cause dei santi che, «tramite un suo relatore, guiderà il postulatore nella preparazione della “Positio”, cioè del volume che sintetizza le prove raccolte in diocesi. La “Positio” deve dimostrare con sicurezza la vita, le virtù o il martirio e la relativa fama del Servo di Dio». Una volta concluso il processo da parte di un apposito collegio, se il giudizio è favorevole, è il Papa, se lo ritiene opportuno, ad autorizzare la promulgazione del decreto sul martirio del Servo di Dio, che così diviene Venerabile». Come detto, in questo caso, non serve poi attendere il miracolo. A quel punto il passaggio successivo è la beatificazione e il beato viene iscritto nel calendario liturgico della diocesi, nel giorno dell’ anniversario della morte o in un altro ritenuto particolarmente significativo.

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