La zona rossa si estende ad altre zone della città di Como: 2.134 gli interventi per la sicurezza urbana negli ultimi tre anni

Sicurezza Multe e controlli nelle zone più difficili: sotto il mirino il consumo di alcol e gli schiamazzi. Intanto si discute del nuovo regolamento di polizia che prevede il divieto di bere per strada e bivaccare

Stop all’alcol e ai bivacchi: la polizia locale in tre anni e mezzo ha compiuto 2.134 interventi di sicurezza urbana.

Il consiglio comunale sta discutendo la modifica del regolamento di polizia. La giunta intende estendere la zona rossa ad un’altra ventina di piazze e strade, soprattutto in centro, per permettere agli agenti di allontanare con più facilità i soggetti molesti. Un punto centrale è il divieto del consumo di alcolici all’aperto, su tutto il territorio comunale, fatta eccezione per i locali e i luoghi privati. Scatta inoltre l’obbligo di pulire con l’acqua la pipì del proprio cane. L’aula discute anche una stretta agli artisti di strada.

I numeri

Nella presentazione della misura il comandante della polizia locale Vincenzo Aiello ha illustrato con i dati l’impegno del corpo comunale dal luglio 2019. Da quando cioè la precedente amministrazione, anche grazie ai voti del gruppo Rapinese, aveva istituto il regolamento di polizia che ora s’intende potenziare.

Dei 2.134 interventi spiccano i 185 controlli fatti in via Anzani, come noto una zona calda della città. Il luogo dove invece sono state comminate il maggior numero di sanzioni è viale Geno, 367 multe a persone che si sono macchiate a vario titolo di irregolarità, segue viale Puecher, 98 sanzioni, e via Mentana, 68. Sono stati invece 17 gli interventi in piazza San Rocco. Gli episodi di ubriachezza molesta sono più frequenti in viale Innocenzo, nove, in piazza Perretta, 7, e di nuovo in via Anzani (sei controlli). Come ovvio il centro della città è maggiormente battuto. Ai problemi legati al degrado (304 controlli), seguono quelli per disturbo alla quiete pubblica (312), poi i soccorsi a persone in difficoltà (192), le liti (88) e quindi l’accattonaggio (51).

«Io credo che questo regolamento non sia un’arma spuntata, ma la soluzione – ha detto il sindaco Alessandro Rapinese – Tra poco, approvato questo regolamento, chi va in giro con la birretta e chi bivacca in viale Varese non lo potrà più fare. Quella tipologia di uso dello spazio urbano sarà vie-ta-to. Non vedremo mai più quel che abbiamo già visto in via Anzani. Andate a vedere cosa si trova ogni mattina in piazza San Rocco. Stiamo parlando di un’emergenza: la città è piena di ragazzi con la vodka dentro agli zaini. Penso di essere stato fin troppo tollerante».

Le critiche delle minoranze

Dai banchi dell’opposizione il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi ha fatto notare che il regolamento approvato tre anni fa era già stato presentato come risolutivo e che tutto il lavoro svolto dalla polizia ed elencato nei numeri non riesce comunque ancora a contenere molti degli episodi controllati.

Il consigliere del Pd Stefano Legnani ha invece criticato il divieto del consumo d’alcol esteso a tutto il territorio comunale, comprese le zone verdi ed isolate, come pure i luoghi pubblici aperti, le corti delle scuole e delle università. Un punto, secondo il comandante Aiello, superabile. Dovessero esserci errori comunque il sindaco Rapinese ha promesso di intervenire sul testo, riservando alle minoranze parole molto dure.

«Senza il nostro gruppo in consiglio non passerebbe niente – ha detto il sindaco – con i vostri numeri non fareste niente. Ogni volta che dite che cambia qualcosa è perché noi ci abbiamo ragionato. Ogni provvedimento o emendamento che passa da qui è perché noi lo condividiamo, è perché noi ci abbiamo ragionato. Voi non avete i numeri per fare niente».

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