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Sanità Varato un piano che ha l’obiettivo di garantire circa 3,5 milioni di visite aggiuntive. Assegnati ad Ats Insubria circa 1,7 milioni di euro per programmare altre 420.843 prestazioni
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Liste d’attesa, la Regione ci riprova: entro fine anno 118.287 esami e visite in più chieste all’Asst Lariana. Il tema è noto: per prenotare una consulenza o un approfondimento diagnostico la fila è lunga, anche chi ha davvero bisogno fatica a trovare un posto. Ecco dunque un nuovo sforzo finanziato dal sistema regionale, simile a quanto già tentato nel 2024.
Il pacchetto totale messo questa volta sul piatto dalla Regione conta 91 milioni di euro (52 agli ospedali pubblici, 39 ai privati accreditati) che per 61 milioni si traducono in 3,5 milioni di prestazioni aggiuntive. Ben 20 milioni servono a stringere i tempi dei ricoveri per la chirurgia minore, ci sono pazienti in elenco dal 2023 e dal 2024. All’Ats Insubria sono stati assegnati 1,7 milioni di euro, ovvero 420mila esami e visite in più.
Per quanto riguarda la sola Asst Lariana tra maggio e dicembre sono chieste 118.287 prestazioni sanitarie in più. Nel dettaglio, tra le più numerose 11.914 prime visite endocrinologiche e allergologiche, 10.399 mammografie bilaterali, 7.962 consulti dall’otorino, 5.232 dall’oculista, 4.926 dall’ortopedico, 3.195 dall’urologo, 5.186 ecografie ostetriche, 3.724 ecocolordoppler cardiaci, 3.271 spirometrie e le Tac, tutte sommate, sono circa 5mila. «In pratica, gli ambulatori e i centri di diagnostica continueranno a estendere l’attività nella fascia pomeridiana, dalle 16 alle 20, e il sabato mattina – spiegano dalla Regione - gli enti pubblici dovranno garantire ogni mese almeno il 70% dei volumi erogati nei corrispondenti mesi del 2025, mantenendo come riferimento il volume massimo di prestazioni raggiunto tra il 2024 e il 2025». Tramite manifestazioni d’interesse l’Ats potrà aggiungere altre 35mila prestazioni con gli ospedali e gli ambulatori accreditati.
Nel 2024 con un simile provvedimento erano state chieste all’Asst Lariana 114mila prestazioni aggiuntive. Il raggiungimento dei nuovi obiettivi sarà un criterio per valutare le direzioni delle Asst e delle Ats. La Regione rivendica di aver già ridotto le attese negli ultimi mesi.
«Con questo provvedimento – dichiara l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso – stanziamo ulteriori risorse per ridurre concretamente i tempi di attesa. L’obiettivo è dare risposte più rapide ai cittadini aumentare l’offerta sanitaria, sfruttando al massimo le potenzialità del sistema pubblico e privato accreditato, estendendo gli orari di attività anche degli ambulatori e recuperando le prestazioni ancora arretrate. La riduzione delle liste d’attesa resta una priorità assoluta della Regione Lombardia».
Ad oggi tramite centralino regionale o via fascicolo elettronico non tutte le agende sono visibili, i principali ospedali pubblici figurano poco, almeno per diverse specialità mediche. Non solo: gli appuntamenti proposti come liberi sono spesso distanti dal domicilio del paziente.
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