Maxi sequestro di marijuana: 37 chili in 33 sacchetti di plastica. E alla dogana scatta l’arresto

FinanzaFermato al valico di Colverde, aveva la droga in due borsoni. Trovati anche tremila franchi. L’uomo, residente a Lugano, ora è in carcere

Maxi sequestro di droga da parte della guardia di finanza del Gruppo di Ponte Chiasso. Un comasco di 47 anni, residente a Lugano, è stato fermato mentre cercava di superare in confine di Stato per raggiungere proprio Lugano dove avrebbe dovuto consegnare l’importante quantitativo di 37 chili e mezzo di marijuana.

Lo stupefacente, suddiviso il 33 buste di plastica trasparente e sotto vuoto, era contenuto in due distinti borsoni che erano stati posizionati – senza nemmeno preoccuparsi troppo di nasconderli – sul sedile della Toyota che il comasco stava guidando e anche nel bagagliaio. A bordo della vettura c’erano anche 3mila franchi svizzeri, che sarebbero il corrispettivo guadagnato per il rischioso viaggio.

Diretto oltreconfine

L’intervento è stato portato a termine nella giornata di mercoledì dalle fiamme gialle che pattugliavano l’area di retrovalico. Il blitz sarebbe avvenuto mentre il quarantasettenne, Luca Righi, stava per oltrepassare il confine passando da via Mulini a Colverde.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire, lo stupefacente avrebbe dovuto raggiungere la piazza di Lugano dove l’arrestato tra l’altro abita e lavora.

L’uomo ieri mattina è stato anche interrogato dal giudice delle indagini preliminari di Como Walter Lietti. Assistito dall’avvocato Massimiliano Galli avrebbe risposto alle domande del gip che ha tuttavia convalidato l’arresto e disposto la permanenza in carcere. L’automobile che era stata utilizzata per il trasporto dei due borsoni di marijuana è stata posta sotto sequestro al pari degli oltre 37 chili di sostanza stupefacente e di una bilancia di precisione che si trovava sempre a bordo del veicolo. Sequestrati anche i 3 mila euro che l’uomo aveva con sé.

Non è tutto, però, perché l’attività è proseguita anche dall’altra parte del confine, con una perquisizione compiuta dalla polizia cantonale nell’appartamento del quarantasettenne di Como in quel di Lugano. Qui sono stati trovati altri sette chili di marijuana (per un totale dunque che sale a quasi 45 chili di stupefacente) divisi in quattro ulteriori buste trasparenti pare dello stesso tipo di quelle presenti sulla Toyota. Ma nella casa di Lugano c’era anche della cocaina – in modici quantitativi – ed 2.800 euro in contanti.

Ieri la convalida

La segnalazione dell’operazione della guardia di finanza di Ponte Chiasso è stata girata alla Procura ed è ora sul tavolo del pubblico ministero Mariano Fadda. Come detto, nella giornata di ieri si è svolto anche l’interrogatorio di convalida dell’arresto. L’avvocato aveva chiesto i domiciliari nella casa dei genitori in Italia – essendo l’arrestato residente in Canton Ticino – ma il gip non ha accolto l’istanza. Troppo, evidentemente, il quantitativo trasportato e le verifiche ancora da compiere da parte dei militari della finanza per trovare una misura diversa dal carcere che possa garantire la prosecuzione di una indagine appena avviata.

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