Scuola, una ripartenza per pochi
Tra prof e studenti malati e no vax

Migliaia di giovani in quarantena, decine di prof con il Covid e personale non in regola con le vaccinazioni. Lezioni al via tra più incognite che certezze

Mai come questa volta l’inizio delle lezioni rischia d’essere complicato.

Per circa 65mila studenti lariani domani ricomincia la scuola. A voler essere precisi, non proprio per tutti vista la grande quantità di under 18 positivi al Covid. Prima delle vacanze natalizie, in provincia si contavano 81 classi e 901 alunni in quarantena (in isolamento anche 101 fra docenti e personale Ata). Nelle ultime due settimane, i contagi, specie nella fascia scolastica, sono aumentanti. In questi giorni, le segreterie hanno ricevuto dalle famiglie molte segnalazioni di alunni positivi: ma come ricordato dai presidi, saranno a conoscenza del reale numero dei contagi solo domani, e la sensazione è che siano alti.

Classi dimezzate

Per questo, visto anche il dato considerevole dei docenti positivi, c’è il timore di cominciare le lezioni con classi dimezzate o scoperte. In settimana, diversi presidi cittadini hanno firmato un appello chiedendo un rientro in dad per almeno due settimane. Alla presa di posizione s’è opposto il comitato genitori “A scuola Como”.

Sul banco c’è anche la questione dei trasporti. A causa dell’aumento dei contagi fra gli autisti, c’è il rischio che alcune corse di bus, treni e imbarcazioni saltino, lasciando gli alunni a piedi. A questo proposito, Asf fa sapere che, dal lato loro, hanno dato «una particolare attenzione per coprire le corse negli orari di punta 6-9 e 12-16, in modo da cercare di rendere il meno problematico possibile il servizio per gli studenti».

Un’ulteriore criticità riguarda l’individuazione degli studenti vaccinati per l’applicazione del nuovo protocollo: essendoci di mezzo la privacy di alunni in grandissima parte minorenni, non sono da escludere, in prospettiva, possibili azioni legali da parte delle famiglie. In più, a complicare l’assunto, c’è la questione del personale scolastico non vaccinato. L’obbligo, sul nostro territorio, riguarda 7926 fra docenti, presidi, collaboratori e Ata. Gli scoperti, prima delle vacanze, ammontavano a circa 450. Domani, al rientro in aula, per chi ancora, irriducibile, ha rifiutato di sottoporsi alla somministrazione, scatterà la sospensione.

Un’altra questione riguarda le mascherine Ffp2, destinate sia al personale a contatto con bambini e alunni esonerati dall’obbligo, sia agli studenti delle medie e delle superiori in auto sorveglianza. Al momento, non sono arrivate le scorte dal ministero e le scuole dovranno fare affidamento sulle proprie. Al Setificio, per esempio, in una circolare inviata alle famiglie si sottolinea come, qualora gli studenti dovessero restare in classe con la Ffp2 (ed è previsto in caso di uno o due positivi), la scuola non fornirà i dispositivi.

Caos sui certificati

Infine, in una comunicazione inviata alle scuole comasche, Ats Insubria precisa un aspetto: chi è stato raggiunto da un provvedimento di isolamento o quarantena durante la pausa per le festività natalizie, dovrà mostrare il certificato Ats di chiusura quarantena o isolamento. Il problema è che il documento, al momento, complice il momento difficile, non sta arrivando a tutti. Alla Magistri, in una circolare, si specifica come sia necessario consegnare l’attestazione all’insegnante della prima ora: « Gli studenti privi di idonea documentazione medica – si aggiunge - non potranno essere ammessi a scuola».

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