Villa Olmo, altri tre anni per finire i lavori

Cantiere lumaca Dal 2014 a oggi completati solo parte del parco e la facciata. Settimana prossima il via alle gare. Tempi dettati dai fondi Pnrr: conclusione entro il marzo 2026. Rapinese: «Opere per 12 milioni, percorso non facile»

Ci sono voluti nove anni per (non) completare il parco (mancano infatti all’appello le serre e la zona delle vasche al di là di via Per Cernobbio dove era previsto l’orto botanico) e per sistemare le facciate esterne di Villa Olmo. Per scrivere la parola fine sulla riqualificazione integrale del compendio di Villa Olmo ci vorranno ancora tre anni (la data ultima, vincolata anche ai fondi messi a disposizione dal Pnrr è il marzo del 2026) e i cantieri che dovranno partire nei prossimi mesi, la maggior parte da settembre, sono ancora sei.

La prossima settimana l’amministrazione comunale, a cui Fondazione Cariplo ha revocato 1,6 milioni di contributo (dopo due proroghe concesse negli anni scorsi) darà il via alla gara per l’appalto integrato (progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori) per il restauro interno della villa e l’abbattimento di barriere architettoniche (si tratta di un intervento da 7,7 milioni di euro di cui 6,1 sono stati ottenuti da Palazzo Cernezzi attraverso i fondi del Pnrr) e per il recupero del ristorante, della caffetteria e dei locali al primo piano (2,5 milioni di intervento di cui 1,9 dal Pnrr).

I paletti dello Stato

Per tutti i progetti che beneficiano dei contributi del Piano nazionale di ripresa e resilienza i tempi per i progetti, la firma dei contratti e la conclusione dei cantieri sono scadenziati in modo molto preciso e, il mancato rispetto, porta alla revoca dei fondi concessi. Gli interventi finanziati con il Pnrr (tutti quelli previsti tranne il recupero delle serre) prevedono la firma dei contratti entro luglio con l’avvio dei primi lavori a settembre. Come detto la conclusione delle opere è fissata nel marzo del 2026.

Corsa contro il tempo

Per il restauro della fontana, delle statue e del tempietto neoclassico (intervento da 210mila euro), il recupero del casino sud (opere per 565mila euro) e l’ultimazione dell’orto urbano (350mila euro di lavori) non saranno necessarie gare d’appalto per l’esecuzione dei lavori poiché saranno affidati alle aziende che rientrano nel cosiddetto “accordo quadro” già sottoscritto dal Comune.

Capitolo a parte è quello delle serre con i progetti rimasti bloccati a lungo e ormai completati. Dovrà essere effettuata la gara d’appalto e il cantiere da 2,1 milioni (770mila euro dei quali sono stati lasciati “in fiducia” da Fondazione Cariplo che, dopo aver fatto il punto della situazione ha ravvisato gli estremi che le opere possano essere realizzate in tempi ragionevoli).

Lunedì sera in consiglio comunale è stato modificato il piano delle opere proprio legato ai cantieri di Villa Olmo e la parte burocratica precedente all’avvio delle gare d’appalto è stata ultimata. Il sindaco Alessandro Rapinese parla di «sfida proibitiva dalla quale sto traendo preziosissimi insegnamenti, ovvero che la pubblica amministrazione può anche essere velocissima». Poi aggiunge: «I tempi a cui siamo ora sottoposti dal Pnrr farò di tutto perché diventino lo standard per ogni opera da realizzare». Il primo cittadino chiarisce che «nello specifico questa opera costerà ai cittadini italiani e comaschi oltre 12 milioni di euro ed è una tra le più grandi opere gestite a Como».

Già nei giorni scorsi Rapinese aveva precisato che la corsa contro il tempo per non perdere i fondi e rispettare le scadenze è in atto da mesi. R ora chiarisce: «È un percorso tutt’altro che in discesa, sto tenendo da settimane le dita incrociate e continuerò a tenerle fino all’aggiudicazione delle gare per i cantieri».

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