Il rifugio dei gatti “senza futuro”
«Non c’è solo la soppressione»

Felini speciali Raccolgono animali per i quali sembra non ci sia speranza: «Ci insegnano che la qualità della vita non dipende dall’essere perfetti»

Il rifugio dei gatti “senza futuro” «Non c’è solo la soppressione»
Cristina Casiraghi di Balzoo Disabilandia

All’inizio di giugno, Elisabetta ed il suo compagno, tornando a casa in auto dopo una serata trascorsa in un ristorante, si sono accorti che, a bordo strada, giaceva il corpo di un gatto, in apparenza morto.

Stavano per tirare dritto quando, all’improvviso, il gatto ha sollevato la testa, aggrappandosi alla sua voglia di vivere. Elisabetta, amante dei felini da sempre, non ci ha pensato due volte: ha fermato l’auto e il traffico, ha recuperato il povero micio, adagiandolo su un cartone rigido in modo che non subisse altri danni e ha chiamato immediatamente il suo veterinario di fiducia, che ha provveduto a prestargli le prime cure d’urgenza. Il giorno successivo, tramite microchip, Elisabetta è risalita ai proprietari, che erano soliti far uscire il gatto di casa, nonostante la vicinanza di una strada piuttosto trafficata, ma la loro reazione non è stata quella sperata, quindi ha iniziato ad informarsi per capire quali potessero essere le alternative alla soppressione, perché si rifiutava di optare per questa soluzione.

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