Più studenti in Ticino e per otto su dieci
l’italiano è lingua madre

Il report Aumentano gli iscritti nel sistema cantonale: oggi sono 56mila. Nell’anno scolastico 2019/2020 gli allievi non arrivavano a cinquantamila

Sono quasi 56 mila gli studenti ticinesi inseriti nel sistema scolastico cantonale.

Lo ha confermato il Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport attraverso sessantadue pagine di report dal titolo la “Scuola ticinese in cifre”.

Report corredato di diagrammi e tabelle che fotografano al meglio la situazione scolastica, incluso il tema sensibile della spesa pubblica per l’educazione. Nella prefazione, il consigliere di Stato con delega all’Istruzione (Educazione per dirla con il Governo di Bellinzona), Manuele Bertoli, ha posto l’accento sull’alto tasso di bocciature, finito sotto i riflettori dell’opinione pubblica.

Prudenza

«Il tasso “di non promozione” degli allievi del primo anno registrato a giugno 2020 era pari al 16%. Rispetto a quello dell’anno precedente - 27,4% - si è dunque registrata una diminuzione marcata del numero degli allievi non promossi che, in modo meno appariscente, ha toccato anche gli studenti delle classi II, III e IV. Un dato che comunque va commentato con prudenza, considerato che la scuola nella primavera del 2020 ha dovuto adattarsi al nuovo contesto pandemico, che ha influenzato le pratiche di insegnamento e con esse i criteri di valutazione e di promozione», le parole di Manuele Bertoli.

Tornando ai numeri, si scopre che gli studenti ticinesi erano nell’ultimo anno scolastico (la scuola nel Cantone di confine è ripartita lo scorso 29 agosto) quasi 41 mila - 40659 in ossequio alla precisione rossocrociata - a fronte di 14904 studenti provenienti da altre nazionalità. Spiccano in questo contesto i 15307 alunni (e alunne) iscritte alle elementari, 954 dei quali iscritti a scuole private ed i 10111 studenti che hanno frequentato le scuole professionali di base.

Con il 93,2% di iscritti, la scuola pubblica resta - come in altre realtà - la più gettonata, mentre sul dato complessivo degli studenti il report rileva che il 73,2% di essi è di nazionalità svizzera, il 14,5% di nazionalità italiana ed il 12,3% di un’altra nazionalità, tra cui spicca il 2,3% di ragazzi e ragazze portoghesi, dopo quella degli italiani tra le comunità più radicate nel Cantone di confine.

Prova ne sia che il 3% del totale degli allievi inseriti nel sistema scolastico ticinese parla portoghese, contro l’80,7% che ha l’italiano come lingua madre. Da rimarcare anche il fatto che il numero degli studenti è aumentato in modo importante negli anni, passando dai 49601 studenti iscritti nelle scuole ticinesi nell’anno scolastico 2019/2020 fino agli odierni (questo almeno l’ultimo dato registrato) ai quasi 56 mila dell’ultimo anno scolastico, passando dai 56316 dell’anno scolastico 2014/2015.

Le specializzazioni

Veniamo poi al tema delle specializzazioni, riprendendo le parole di Manuele Bertoli, il quale ha rimarcato - sempre all’interno della corposa prefazione a questo dettagliato report - che «i dati indicano un divario - quanto alla scelta - molto marcato tra ragazzi e ragazze».

Nel dettaglio, i ragazzi hanno optato in larga parte (circa il 65%) verso il settore industriale ed artigianale, mentre le ragazze contano una maggiore rappresentanza (circa il 73%) nel settore sanitario e sociale - peraltro storicamente a forte trazione di frontalieri in ambito lavorativo - e in quello commerciale e dei servizi.

Altro argomento particolarmente “caldo” - oggetto peraltro di riflessioni e dibattiti da parte della politica - quello relativo alla spesa pubblica per l’educazione, con il dato aggiornato al 2018.

La spesa pubblica

Il primo segnale che arriva dall’analisi dei costi è legato al fatto che il 46,1% della spesa pubblica (sul capitolo dell’educazione) è da ricondurre alle scuole dell’obbligo, mentre il 26,1% si concentra sulla formazione universitaria, contro il 16,3% rivolto alla formazione professionale di base.

Il 57,7% della spesa è riconducibile poi “alla remunerazione del personale insegnante”, contro il 12,7% che fa capo alla voce “beni e servizi”. Infine, un dato numero.

In base all’ultima rilevazione, la spesa pubblica per l’educazione in Ticino ha superato il milione e 200 mila franchi (728 mila franchi il dato riferito al 2000), che rappresenta il 22,9% della spesa pubblica complessiva.

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