Addio don Luigi, decano dei sacerdoti

Tremezzina Si è spento a 93 anni a Bellagio dopo avere guidato per quasi sei decenni la parrocchia di Mezzegra. Noto per l’ironia e le messe in ricordo di Mussolini e Petacci, fino all’ultimo ha commentato i fatti del “suo” lago

Addio don Luigi, decano dei sacerdoti
Don Luigi Barindelli in occasione del novantesimo compleanno

Ricorrendo alla proverbiale ironia che l’ha contraddistinto nel corso dei decenni, anche in occasione della festa a sorpresa per i suoi 90 anni (con tanto di torta sull’altare della chiesa parrocchiale portata dalla Pro Loco, era il 13 luglio 2019) don Luigi Barindelli aveva rimarcato che «a Mezzegra mi vogliono così bene che festeggiano il mio compleanno addirittura con sei giorni d’anticipo».

Ieri il parroco nato a San Giovanni di Bellagio il 19 luglio 1929 si è spento a 93 anni proprio nella “perla del Lario”, dove era ospite della casa di riposo “Fondazione Greco - De Vecchi”, dopo essere stato a lungo a Lenno, alla “Residenza Amica” che fa capo alle Acli.

Il chierichetto Oscar

Don Luigi è stato per 58 anni parroco di Mezzegra, comunità parrocchiale in cui era arrivato il 26 novembre 1961 (una curiosità, alla messa d’ingresso il cardinale Oscar Cantoni era uno dei chierichetti). Ognuno in paese ha un ricordo legato a don Luigi Barindelli, la cui scomparsa è stata subito comunicata al cardinale Oscar Cantoni ed a stretto giro al parroco don Ferruccio Ortelli e ai tre nipoti.

Tra i primi ad apprendere la notizia anche l’amico fidato Alessandro “Roci” Galli, che con la voce rotta dalla commozione ha confidato: «Ci lascia una colonna portante su cui Mezzegra ha poggiato gran parte della sua storia recente. Don Luigi è stato per tanti di noi un parroco, un amico sincero, il vicino della porta accanto. Quella di oggi è davvero una giornata molto triste per il nostro territorio».

I fatti di Giulino

Dall’84 don Luigi Barindelli ha celebrato l’annuale messa in suffragio di Benito Mussolini e Claretta Petacci e da lì sulla parrocchiale di Sant’Abbondio si sono accesi ogni anno - nella domenica più vicina al 28 aprile (data dei “fatti di Giulino”) - i riflettori delle cronache nazionali ed internazionali. A proposito di televisione. Negli anni che furono, don Barindelli è stato “la televisione” del paese (un appuntamento pomeridiano fisso per i più piccoli e per diverse mamme) e “dal don Luigi” si trovava anche l’unico telefono.

Nota anche la sua passione per la musica, tanto che Davide Van De Sfroos l’ha citato nella canzone dal titolo “Setembra” (“El prevet el sona el bass, el macelar la bateria”). Questa mattina verrà ufficializzata la data dei funerali, che potrebbero tenersi già domani. Don Luigi - questo è certo - riposerà nel cimitero di Mezzegra insieme ai genitori. La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente in paese e in Tremezzina.

Tristezza

«Lo chiamavo ogni dieci giorni. E l’ho sentito proprio una decina di giorni fa. Era su di morale, anche se mi ha confidato che dentro di lui c’era parecchia tristezza per le tante persone morte quest’anno a Mezzegra e in zona - le parole di don Luca Giansante, oggi a San Fermo, che da don Luigi ha raccolto il testimone a Mezzegra - Purtroppo oggi piangiamo la sua scomparsa. Di sicuro ha lasciato un segno indelebile nella “sua” Mezzegra e non solo».

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