Dopo la morte di Lorenzo sulla Regina, il dolore dell’amico e socio in officina: «Realizzerò i nostri sogni»

Menaggio Matteo Pozzi, contitolare del “Wild garage”, ricorda la vittima dell’incidente. «Dopo la pandemia l’attività stava andando bene, Bro sarai sempre con me» - Sabato i funerali

«Ciao Bro... sarai sempre nel mio cuore».

Il saluto più semplice è anche quello più vero ed emozionante e Matteo Pozzi, socio di officina di Lorenzo Funghini, il ventinovenne scomparso tragicamente martedì in un incidente stradale a San Pietro Sovera, lo saluta così sui social, sotto la foto dell’ultima uscita in moto con l’amico, risalente a domenica.

Si conoscevano da cinque anni: «Abbiamo iniziato a incontrarci in un’officina meccanica per moto a Carlazzo – racconta Matteo, che vive a Cremia – . Lì, lui ci ha anche lavorato per un periodo. E così, in breve tempo siamo diventati amici».

La passione per le moto

«Gli anni scorsi Lorenzo si dedicava all’enduro e partecipava al campionato italiano; poi una brutta caduta che gli era costata la frattura di un femore lo aveva convinto a dedicarsi, come faccio io da sempre, al trial e da quel momento abbiamo iniziato a vederci sempre più spesso, in sella alle moto». Nel 2020 la profonda amicizia nata dalla passione comune per le “due ruote” aveva addirittura convinto Matteo e “Bro” (diminutivo di fratello, così veniva chiamato Lorenzo) ad avviare un’attività in proprio: «Il titolare dell’officina che frequentavamo in precedenza aveva chiuso ed era andato in pensione e così decidemmo di aprirne una noi. La pandemia ci ha condizionati non poco, ma ora le cose stavano girando per il verso giusto: dopo aver acquistato il piano terra dell’edificio, a breve avremmo fatto lo stesso anche col piano superiore, per l’esposizione delle motociclette in vendita».

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«Nei giorni scorsi – prosegue Matteo – ci avevano consegnato un furgone, altro mezzo importante per la nostra attività».

Le passioni fanno spesso sognare e il sogno dei due giovani titolari del “Wild garage” di Piano Porlezza si stava realizzando appieno. «Martedì pomeriggio Lorenzo aveva appena terminato di sistemare il TMax di un cliente e, dovendo sbrigare una commissione, ha approfittato per provarlo – racconta ancora Matteo – . L’ho visto partire, poi sono corso sul luogo dell’incidente, ma lui ormai non c’era più. Mi ha lasciato solo, con un sacco di incognite per l’officina. Mi sento triste e smarrito perché so che non lo rivedrò più al mio fianco in moto».

«Su di lui si poteva contare»

«A volte – prosegue l’amico – pensavo fosse un angelo un terra: aveva sempre dipinto in viso un sorriso convincente e su lui sapevo di poter sempre contare».

Sportivo in generale, Lorenzo Funghini era conosciuto anche dal gruppo del surf che frequenta la spiaggia di Cremia: «Da noi aveva fatto windsurf, poi kitesurf e ora wingfoil – afferma uno dei responsabili, Paolo Goni – . Un ragazzo solare, dal cuore grande e dal sorriso buono. Ci metteva una gran passione per migliorarsi sempre ed era davvero bello vederlo in acqua sulla tavola. Dopo una stagione strepitosa, la terribile notizia della sua prematura scomparsa ha raggelato tutti».

La magistratura non ha ritenuto necessaria l’autopsia sulla salma e i funerali del giovane sono stati fissati per sabato alle 15, nella parrocchiale di Santo Stefano.

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