Il giovane morto nel lago, il medico: colpa dello choc termico. In Lombardia una strage: già 25 annegati

Torno Il giovane italiano che viveva in Inghilterra riconosciuto dal padre. Fatale l’impatto del corpo accaldato con l’acqua fredda subito dopo il tuffo

La conferma è arrivata dall’anatomopatologo dell’ospedale Sant’Anna, Giovanni Scola, che ha esaminato esternamente il corpo di Favour Igboh, 21 anni, nato ad Aba (in Nigeria) ma con passaporto e cittadinanza italiana. Il giovane, lanciatosi dal pontile del porticciolo di Scilonico a Torno e non più riemerso, è morto per annegamento, verosimilmente per lo choc termico dovuto all’impatto con l’acqua successivo ad un tuffo al termine di una giornata molto calda. Sul corpo infatti non era presente alcun segno che facesse pensare all’impatto contro qualcosa, un tronco, un sasso presente sul fondale, niente. Quindi, l’unica pista percorribile è quella appunto dell’annegamento successivo all’immersione nell’acqua fredda del lago.

Il padre della vittima, che vive nel Bellunese, ieri ha raggiunto la città per effettuare il passaggio più straziante ma necessario per un genitore, quello del riconoscimento della salma che è puntualmente avvenuto. Ora il corpo del ventunenne – che viveva e lavorava in Inghilterra – potrà essere riconsegnato alla famiglia per l’ultimo saluto. La storia di Favour ha occupato per due giorni interi i carabinieri della stazione di Pognana Lario, impegnati nel difficile percorso di ricostruzione dell’identità della vittima. I documenti infatti erano stati lasciati nell’ostello dell’alto Milanese dove il ragazzo aveva trascorso l’ultima notte, mentre a Torno aveva portato solo uno zaino con dentro elementi poco utili per risalire alla sua identità, e tra questi una tessera dello stadio per assistere alle partite del Liverpool.

Gli amici con cui aveva avuto contatti nei giorni prima del dramma – tutti conosciuti nel corso della vacanza – poco sapevano di lui. Ed il contatto con il consolato britannico di Milano, cui i carabinieri si erano rivolti dopo aver saputo che il ragazzo viveva e lavorava in Inghilterra, non erano serviti per risalire alla sua identità. La svolta è arrivata nella giornata di mercoledì, quando un gruppo di ragazzi ha indicato in un ostello di Milano il luogo in cui Favour aveva trascorso l’ultima notte prima di raggiungere Como per una gita sul battello.

Tragico bilancio

Ieri mattina infine è stato compiuto il riconoscimento da parte del padre, in contemporanea con l’esame esterno del corpo (non è stata più necessaria l’autopsia) che ha confermato la morte per annegamento. L’ultima – tra l’altro – avvenuta in Lombardia in questa estate tragica in cui sono stati ben 25 i morti proprio per annegamento in incidenti avvenuti nei laghi e nei fiumi della regione.

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