Processo per il disastro di Sorico: «L’incendio partito da tre punti»

Danni per 13,5 milioni I due giovani di Cantù e Fino stavano facendo una grigliata a Bardeccia il 30 dicembre 2018

«Nel punto dov’era il barbecue non c’era vento, perché protetto su tre lati. Sono stato sempre davanti al fuoco e non è partito alcun tizzone». Uno dei due ragazzi a processo per l’incendio divampato alla fine del 2018 sui monti sopra Sorico si difende davanti al giudice di Como. Assistiti dagli avvocati Ivana Anomali e Giuseppe Fadda, i due imputati respingono con forza che sia stata la grigliata organizzata per salutare l’anno vecchio a causare uno dei roghi più spaventosi che, negli ultimi anni, si ricordi sulle montagne dell’altolago.

Era il 30 dicembre quando sul monte Berlinghera, sono divampate le fiamme che hanno distrutto mille ettari di vegetazione. Secondo i carabinieri della stazione di Gera Lario della Forestale sarebbero i due giovani i responsabili dell’innesco del furioso incendio che ha danneggiato anche una decina di baite: Alessio Molteni, 26 anni di Fino Mornasco, e l’amico Daniele Borghi, coetaneo di Cantù.

A loro carico gli uomini della Forestale hanno anche notificato una maxi ammenda da 13 milioni e mezzo di euro. Una norma, infatti, ha introdotto una sanzione pecuniaria da un minimo di 118 a un massimo di 593 euro ogni cento metri quadrati di superficie boschiva distrutta (680 ettari, secondo l’accusa). Da qui il calcolo della maxi sanzione.

In realtà la difesa ha depositato una consulenza di un esperto di parte che smentirebbe la ricostruzione della Procura. Stando al lavoro dell’esperto, infatti, l’incendio divampato alla fine del 2018 avrebbe visto tre differenti punti di innesco, e non uno solo. Peraltro quello più vicino all’abitazione dov’era in corso la grigliata si troverebbe a oltre duecento metri di distanza dalla zona barbecue. Come dire: con quel rogo la grigliata non c’entrerebbe nulla. Il processo terminerà soltanto il prossimo autunno, con le ultime due udienze.

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