«Vanno a Bellagio, ma i bus restano qui».
Griante protesta

Turismo Gli spazi pubblici invasi dai pullman turistici. Il sindaco Ortelli annuncia: «Sfilata continua di persone che non prendono neppure un caffè. Alzerò le tariffe»

In fatto di assedio in ambito turistico anche Griante da un mese a questa parte non fa eccezione. Lo confermano le immagini, particolarmente eloquenti, che il sindaco Pietro Ortelli ha inviato nelle ultime ore a “La Provincia” con il parcheggio per i bus turistici (15 quelli in sosta sabato, a 30 euro di quota giornaliera di parcheggio) gremito in ogni ordine di posto e con anche i 2 posti disponibili nei pressi dello scalo dei traghetti praticamente sempre gremiti. A corredo delle immagini, il primo cittadino ha però lanciato una stoccata destinata a rinfocolare il dibattito su questo assalto al lago che in dote porta sicuramente tanti “pro”, ma che dietro di sé lascia anche qualche “contro”.

Nel dettaglio, ieri il primo cittadino ha rimarcato che “quello davanti al Lido di Cadenabbia non può essere un parcheggio al servizio di Bellagio né tantomeno possiamo vedere cento-duecento turisti al giorno che sfilano davanti alle nostre attività senza bere nemmeno un caffè in attesa di imbarcarsi per Bellagio. Nulla contro i nostri dirimpettai bellagini, ma è una situazione che francamente non mi sento di avallare da qui alla fine della stagione turistica. Io come sindaco devo tutelare anzitutto il “mio” paese e le nostre attività». Che fare dunque? Il sindaco su questo punto ha le idee abbastanza chiare. «Non abbiamo le forze per monitorare da mattina a sera i parcheggi. Ma è chiaro che un modo per disincentivare il parcheggio a Cadenabbia utilizzato unicamente per raggiungere Bellagio si potrebbe alzare la quota giornaliera, portandola da 30 a 50 euro, cifra che andremo a definire dopo averne parlato internamente in Comune - fa notare ancora Pietro Ortelli -. Peraltro questi bus che qui sono solo di passaggio per raggiungere e lasciare Cadenabbia devono attraversare le strettoie tra Ossuccio e Colonno, con tutto ciò che ne consegue. E le immagini pubblicate dal vostro giornale in questi giorni mi sembra che abbiano descritto al meglio qual è la situazione in quel tratto di Regina».

Il tema di fondo è che le “rotte” turistiche - soprattutto quelle legate al last minute - non sono facilmente tracciabili e così - per restare al caso del parcheggio del Lido di Cadenabbia - difficilmente si potrà quantificare da qui ai prossimi mesi quanto i bus “al servizio” di Bellagio tolgono spazio a quelli che hanno i propri passeggeri ospiti negli hotel della zona. «Conosciamo tutti l’importanza che il turismo riveste per il lago. Ciò non toglie che esistono equilibri che devono essere salvaguardati - la chiosa del primo cittadino -. In questo contesto rientra anche la gestione dei due parcheggi accanto al pontile dei traghetti. Ne parlerò con la Navigazione. E’ bene che il Comune li gestisca in prima persona, così da regolamentarne l’utilizzo. Non possiamo continuare a subire in modo passivo questo assalto. Ripeto, non è una polemica rivolta a Bellagio, bensì a un sistema di gestione dei flussi turistici che in questo momento presenta parecchie lacune. E come sindaco non posso stare a guardare».

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