Corridoio ecologico tra territori: si punta al parco sovracomunale

Turate Sei amministrazioni al lavoro per realizzare il progetto nella Bassa. L’area è tra il Pineta e il Lura. «Valorizzare i caratteri tipici delle aree rurali»

Un muovo parco per la Bassa comasca.

Le amministrazioni comunali di Cirimido, Fenegrò, Limido Comasco, Lurago Marinone, Mozzate e Turate vogliono costituire un Parco locale di interesse sovracomunale. L’obiettivo che i promotori dell’iniziativa si sono posti è di riuscire a concludere l’iter al più tardi all’inizio del 2024.

Gli incontri per la progettazione

«Nei mesi scorsi ci siamo più volte ritrovati per ragionare sulla fattibilità di istituire un nuovo Parco locale di interesse sovracomunale (Plis) nell’area della Bassa comasca, che potesse rappresentare un corridoio ecologico tra il parco regionale Pineta di Appiano Gentile e Tradate e il parco del Lura – fa sapere il sindaco Alberto Oleari, impegnati con gli altri amministratori nel portare avanti l’innovativo progetto ambientale – Abbiamo quindi inviato una comunicazione al presidente della Provincia di Como, Fiorenza Bongiasca, informandolo della volontà di intraprendere questo cammino condiviso. Medesima comunicazione è stata inviata anche alla presidenza del parco Lura e Pineta».

Il Comune di Turate «è stato individuato come ente capofila, con il compito di affidare gli approfondimenti e gli studi di fattibilità a un architetto e a un paesaggista e di coordinare i successivi passaggi della procedura».

In sintesi, l’obiettivo dell’iniziativa è di contribuire alla realizzazione di una rete ecologica regionale e provinciale salvaguardando i territori tra il parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate e il parco Valle del torrente Lura, connettendo nel contempo i diversi territori comunali attraverso le strade consortili e le campestri, che verranno così mantenute in buono stato.

Il rispetto dell’ambiente

«Vogliamo anche mantenere e valorizzare i caratteri tipici delle aree rurali e dei loro valori naturali, paesistici e culturali a tutela dello spazio rurale rispetto all’avanzata dell’urbano – fanno sapere ancora gli amministratori locali - e tutelare i paesaggi con i percorsi, le cappellette votive, i lavatoi e le reti idrografiche».

«L’intenzione è di promuovere attività didattiche e di comunicazione ambientale»

Coniugando, inoltre, «le esigenze naturalistiche, agricole e fruitive. Intendiamo poi migliorare il patrimonio forestale esistente - precisano - e realizzare nuove piantagioni con specie tipiche locali e in particolare con filari, siepi, aree umide e prati stabili». Gli enti locali intendono infine sviluppare tutte le sinergie a disposizione sul territorio.

«Siamo intenzionati a promuovere attività didattiche e di comunicazione ambientale - aggiungono gli amministratori – e coinvolgere le attività economiche agricole sul territorio per fare in modo che non vi siano impatti negativi sulle loro attività, ma che, anzi, il nuovo Plis diventi un’opportunità».

Dal punto di vista operativo, dopo le valutazioni preliminari di fattibilità si procederà a definire il perimetro del parco. Dovranno quindi essere portate in approvazione le necessarie varianti ai Pgt, e dovrà esserci la sottoscrizione di una convenzione per la gestione del Plis. L’idea è di coinvolgere anche altri Comuni limitrofi, o di altre province, che hanno già manifestato interesse al nuovo Parco e a possibili collaborazioni.

L’obiettivo che i promotori dell’iniziativa si sono posti è di riuscire a concludere l’iter entro la fine del 2023 o al massimo per i primi del 2024.

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