La sfida per il 2030 raddoppiare i parchi

La sfida per il 2030 raddoppiare i parchi
Una femmina di stambecco al Filon dei Mot
(Foto di Archivio iconografico del Parco Nazionale dello Stelvio-Lombardia)

Il Piano strategico mondiale per la biodiversità del pianeta per il periodo 2011-2020 prevedeva 20 traguardi, i cosiddetti Aichi Biodiversity Targets, il cui scopo era quello di proteggere e ripristinare la biodiversità. Purtroppo, secondo una valutazione delle Nazioni Unite, nessuno degli obiettivi di Aichi è stato centrato. L’unico quasi raggiunto è stato quello di istituire, a scala globale, aree protette sul 17% del territorio e sul 10% di aree marine e costiere. In Europa, è andata anche meglio. Nel 2021, le aree protette coprivano il 26,4% del territorio dell’Ue, con il 18,5% designato come siti Natura 2000 e il 7,9% con altre tipologie di aree protette, di designazione nazionale. In Italia abbiamo raggiunto il 21%.

Gli esperti hanno imputato il fallimento a una scelta sbagliata dei traguardi, a una generale mancanza di investimenti, risorse, conoscenze e responsabilità nei confronti della conservazione della biodiversità.

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