Cosa succede quando il piede fa male e si avverte una “pallina” fastidiosa? Potrebbe trattarsi del neuroma di Morton

La patologia Le parole dell’ortopedico: «Non si tratta di un tumore ma del nervo ingrossato che crea tessuto connettivo». Negli uomini la causa è il sovraccarico, in primis sportivo

Un fastidio al piede, solitamente tra il terzo e quarto dito, che con il tempo si trasforma in un dolore sempre più accentuato. Il neuroma di Morton è una sindrome frequente nella popolazione, sia femminile che maschile, e le sue cause possono essere diverse.

Sindrome diffusa

«La prima cosa da dire è che è una patologia benigna – spiega Fabrizio De Marchi, specialista in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Clinico Villa Aprica di Como – normalmente, infatti, quando una malattia viene indicata con un nome che finisce in “oma” si pensa subito ad un tumore come un carcinoma o un sarcoma. Il neuroma invece, fortunatamente, non è un tumore. È un ingrossamento di un nervo che viene irritato e quindi reagisce formando del tessuto connettivo, per cui se all’inizio si presentava come un filo, nel tempo si trasforma in una pallina e viene schiacciato tra i metatarsali».

Niente di preoccupante, ma è meglio correre ai ripari

Non si tratta così di qualcosa di maligno e che deve preoccupare, ma questo non significa che non possa essere fastidioso e che quindi quando si manifesta non si debba correre ai ripari. «Questa formazione nodulare – prosegue lo specialista – viene irritata e può dare dolore. I sintomi dipendono dalla dimensione di questo nervo sensitivo e dalle calzature che si indossano. Va specificato che non è la scarpa la causa del male, ma più la scarpa è stretta, maggiore è lo schiacciamento dei metatarsali interessati dal neuroma e quindi il dolore».

Si tratta, come detto, di una sindrome diffusa nella popolazione. Nella vita, inoltre, soprattutto quando sono presenti problematiche di appoggio, può interessare entrambi i piedi, non per forza contemporaneamente. In altre situazioni il neuroma di Morton è monolaterale.

Ma quali sono le cause? «Ci sono persone che, non avendo una struttura perfetta del piede, sono più soggette a un neuroma di Morton – conferma De Marchi - Può dipendere, ad esempio, da un cattivo appoggio del piede che, di solito, interessa persone con piedi piatti, pronati, con alluce valgo, oppure, per un carico eccessivo a causa di un’attività sportive ripetuta e intensa o per l’utilizzo frequente di calzature non idonee».

Questo aumento di volume del nervo sensitivo può essere causato anche da situazioni momentanee che portano a uno scorretto appoggio del piede. Un esempio traumi o interventi chirurgici che portano la persona a mantenere un alterato appoggio del piede per un tempo prolungato e il nervo di conseguenza si infiamma. In alcune situazioni la causa non è nota.

Negli uomini la causa più frequente è quella legata a ragioni di sovraccarico sportivo, mentre nelle donne sono più frequenti motivazioni di deformità di appoggio del piede, come l’alluce valgo, ed è associato all’uso di calzature con punte strette o tacchi molto alti.

Dove si sente dolore

Il dolore è solitamente avvertito tra i metatarsi e si irradia alle dita coinvolte. Più frequente è il neuroma al terzo spazio inter-metatarsale, tra il terzo e il quarto metatarsale, per cui la persona lamenta un dolore che si irradia e che da formicolii e sensazioni di dita addormentate sul terzo e il quarto dito del piede. Più raramente può essere tra il secondo e il terzo metatarsale, quasi mai tra il primo e il secondo o il quarto e il quinto.

Un fastidio intenso nell’indossare le scarpe chiuse e difficoltà a camminare

«I sintomi – dice ancora lo specialista – possono essere diversi. A volte, quando il neuroma è molto piccolo, non si avvertono sintomi e spesso ce ne si accorge in occasione di ecografie o risonanze eseguite per altre motivazioni, in altri casi, invece, quando le dimensioni sono maggiori, il dolore è molto frequente». Come spiega l’esperto i sintomi del neuroma di Morton sono molto tipici e cioè il dolore compare quando si indossano le scarpe chiuse. « Il paziente di solito racconta – prosegue - che in casa sta bene con le ciabatte, a piedi nudi o con le scarpe da ginnastica, quando esce e indossa una calzatura più stretta all’inizio non avverte nessun fastidio, ma dopo aver camminato 50, 100 metri, si deve fermare per il dolore. Se toglie la scarpa e muove un po’ le dita il dolore passa, ma appena indossa nuovamente le calzature tutto ricomincia».

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