CRV - Ciambetti: “Letta, prima di criticare le Regioni, pensi ai guai dello stato"

(Arv) Venezia 21 mag. 2021 -       "Leggo nell'intervista di presentazione del suo libro, 'Anima e cacciavite' che per Enrico Letta le regioni, dopo la riforma Bassanini, hanno fatto più guai per cui 'finita la pandemia dovremo rivedere il rapporto Stato-Regioni'. Certo che il rapporto stato-Regioni va rivisto e per quanto mi riguarda in deciso e inequivocabile senso regionalista: il neocentalismo è una malattia degenerativa della politica italiana". Così Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, commenta le affermazioni "a dir poco azzardate dell'ex primo Ministro - spiega Ciambetti -   Prima di parlare delle Regioni è il caso di parlare dello stato, che nelle materie di sua competenza, come la Giustizia, porta il nostro paese agli ultimi posti in Europa? In Italia (dati 2016) la durata media di un processo civile è di otto anni, quella di un processo amministrativa è di cinque anni abbondanti e quella di un processo penale di tre anni e nove mesi. Peggio di noi solo la Grecia e Cipro.  Ancora vergognosamente peggio, se il paragone avviene a livello mondiale. Scrive Italia Oggi commentando il «Global competitiveness index», la più prestigiosa pubblicazione del World Economic Forum di Davos che “la nostra giustizia si colloca al 130° posto su 141 Paesi censiti per capacità di 'risolvere le controversie'. L'altro parametro, cioè l'efficienza del sistema legale in caso di contestazioni sulla normativa, è di equivalente debolezza: 126° posto nel mondo. Siamo dietro a Paesi dittatoriali e anarcoidi, Terzo Mondo piagato ed emarginato. Facciamo pena, o ridere, a seconda" La materia è di competenza statale: Enrico Letta più volte ministro, sottosegretario di stato, e Capo del Governo dovrebbe dirci cosa ha fatto lui per impedire i guai di uno stato di cui è stato esponente di spicco. Forse dimentica che quando era a palazzo Chigi sono spariti circa 8,4 miliardi di € dalla Sanità? Parlo di fondi che andrebbero sommati agli altri 8 miliardi promessi dal suo predecessore che né Monti, né tantomeno lui, fecero arrivare al sistema sanitario italiano: se la sanità italiana è arrivata in gravissima défaillance alla sfida con il Covid lo si deve anche a lui, Non lo dimentichi mai".

 

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