Le peculiarità organizzative della Uilpa. Intervista ad Andrea Bordini

Il modello organizzativo della Uil Pubblica Amministrazione ha una peculiarità che lo distingue da quello delle altre categorie?

Sì. Nel mondo sindacale le categorie hanno in genere una segreteria nazionale titolare della contrattazione che riguarda gli uffici centrali. I quali, a loro volta, sono responsabili di tutte le strutture territoriali organizzate a livello provinciale e regionale. La Uilpa invece ha un’articolazione più complessa che vede la presenza di una Segreteria nazionale, delle segreterie territoriali titolari della contrattazione provinciale, delle segreterie regionali che hanno un’importantissima funzione di cerniera con le altre strutture di categoria o confederali presenti sul territorio. Infine, abbiamo i coordinamenti nazionali di amministrazione o ente che sono titolari della contrattazione collettiva decentrata nazionale su temi specifici riguardanti il personale di ogni singola amministrazione.

Oltre a quelli delle Funzioni Centrali la Uilpa accorpa però anche altri settori con caratteristiche ben marcate.  

Esatto. All’interno della famiglia Uilpa rientrano anche settori come il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e la Polizia Penitenziaria che, godono di una particolare autonomia all’interno della nostra Organizzazione proprio in virtù della loro specificità contrattuale. Specificità che si riflette in una propria peculiare contrattazione all’interno dei Ministeri di cui fanno parte.

Qual è il punto di forza dell’organizzazione della Uilpa sui territori?

Il punto di forza più rilevante è la struttura organizzativa della categoria. Grazie a tale struttura il sindacato è in grado di agire trasversalmente e contestualmente a livello nazionale, territoriale e locale. Per esempio: per un problema al tribunale di Cosenza interviene sia il coordinamento nazionale del Ministero della Giustizia a livello di dicastero, sia la struttura territoriale Uilpa di Cosenza direttamente sul posto di lavoro. Un altro punto di forza è rappresentato dall’autonomia delle strutture nella gestione della politica sindacale e degli interventi che richiedono la presenza del sindacato nel territorio: da una negoziazione a una controversia di lavoro, dall’apertura di un conflitto con l’amministrazione all’organizzazione di una manifestazione.

Passiamo ai punti di debolezza. La complessa struttura della Uilpa non rischia di penalizzarla sul piano della rappresentatività?

Direi di no. Se lei pensa al numero di dirigenti sindacali da gestire ai vari livelli dell’organizzazione, le dico che in realtà questo ci permette di mantenere quella specificità a cui le accennavo prima e che è il segreto della nostra forza. Certo, non nascondo che per la nostra Organizzazione ciò significa un grande impegno a tutti i livelli, nazionale e periferico, in termini di supporto, comunicazione, formazione e così via. Anche per quanto riguarda il rapporto tra complessità della struttura organizzativa e rappresentatività il bilancio è positivo. Lo dimostrano i risultati delle elezioni per le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie, ndr). Come lei sa il numero degli iscritti e dei voti è certificato direttamente dallo Stato e la rappresentatività della Uilpa discende dalla media ponderata di questi dati. Media che è andata crescendo nel corso degli anni.

Qual è il vantaggio competitivo dell’organizzazione della Uilpa rispetto agli altri sindacati?  

È presto detto: una maggiore presenza sindacale nei luoghi di lavoro. Vede, la Cgil e la Cisl hanno scelto di creare un’unica categoria della funzione pubblica per la sanità, le autonomie locali e le Funzioni Centrali. La Uil ha invece mantenuto la specificità della Uilpa per le amministrazioni centrali salvaguardandone in tal modo la peculiarità organizzativa e, di conseguenza, la nostra maggiore capacità di essere tra i lavoratori.

La pandemia ha obbligato le organizzazioni sindacali a fare un balzo in avanti nella comunicazione digitale. Per la Uilpa quali sono stati i vantaggi e quali gli svantaggi?

Il principale vantaggio della comunicazione digitale è quello di raggiungere più lavoratori o dirigenti sindacali contemporaneamente e svolgere più riunioni di contrattazione nella medesima giornata. Cosa che nella dimensione off-line sarebbe impossibile per ovvii motivi legati alle necessità degli spostamenti fisici da un luogo all’alto. Lo svantaggio principale nell’incontraci in remoto è la riduzione della socialità, degli scambi, del senso della comunità. D’altra parte, le relazioni più ricche sono quelle faccia a faccia. Le interazioni on-line sono un surrogato. Meglio questo surrogato di nulla. E va riconosciuto che nei mesi più bui della pandemia ci ha salvato permettendoci comunque di operare. Tuttavia è innegabile che con l’utilizzo obbligato della videoconferenza si perde la parte più importante della funzione sindacale: lo stare insieme, la creazione di uno spirito di appartenenza. Il rapporto fra organizzazione sindacale e lavoratori è basato in larghissima misura sulla fiducia reciproca e sull’empatia umana. Qualità che difficilmente raggiungono la loro pienezza se mediate da uno schermo. Occorre comunicare senza filtri per percepire al meglio chi si ha di fronte.

Prossimi assunti nella Pubblica Amministrazione. Con quale approccio intendete avvicinarli?

Intendiamo essere presenti al fianco dei lavoratori ancor prima che entrino nelle amministrazioni. Per questo stiamo mettendo in campo molte iniziative di formazione per la preparazione ai concorsi già banditi. Ma quello della formazione e dell’aggiornamento professionale è un servizio che la Uilpa intende mettere a disposizione delle persone in modo permanente per tutta la durata della loro vita lavorativa. Per questo motivo abbiamo attivato e continueremo ad attivare sessioni formative sui principali argomenti di interesse, sindacale e lavorativo, dei nostri iscritti, anche con il rilascio di attestati utili ai fini di progressioni di carriera.

Poi ci sono le iniziative di tutela professionale, come ad esempio la recente convenzione stipulata dalla Uilpa per offrire ai propri iscritti un’assicurazione contro il rischio di incorrere in determinate tipologie di sanzioni disciplinari durante l’esercizio delle proprie funzioni.

Ma il vero approccio vincente, me lo lasci dire, è stare al fianco dei lavoratori e condividerne i problemi reali nei luoghi di lavoro. Abbiamo intenzione di curare in modo speciale il bisogno di presenza sindacale che i nuovi assunti certamente avranno, una volta inseriti nei rispettivi contesti di lavoro. Perciò organizzeremo momenti di incontro, assemblee, occasioni di scambio e di interazione specificamente riservate ai nuovi assunti. Gli obiettivi? Ascoltare le loro richieste, comprenderne le esigenze, spiegare loro cos’è il sindacato e cosa succederebbe senza la sua presenza.

Roma, 27 settembre 2021

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