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MarediModa a Cannes,  addio Villa Erba  Beachwear più green

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MarediModa a Cannes,  addio Villa Erba  Beachwear più green
Una immagine di una delle edizioni del passato
  • Sabato 12 Giugno 2021
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MarediModa a Cannes,

addio Villa Erba

Beachwear più green

La fiera ideata dai produttori comaschi si svolgerà a novembre in presenza. Alle spalle un 2020 in perdita, ora segnali di recupero: cresce l’utilizzo dell’Econyl

MarediModa, fiera di riferimento internazionale per il settore dei tessuti e accessori per mare, intimo e sport, riparte in presenza (9, 10, 11 novembre) da Cannes, location dove la manifestazione ideata da un gruppo di produttori comaschi è nata e decollata fino a diventare punto di riferimento mondiale per il settore.

Cade quindi l’opzione Villa Erba, individuata come location alternativa quando vigevano le restrizioni agli spostamenti all’interno dell’Ue.

«Le riaperture hanno fatto sì che sussistessero tutte le condizioni per tornare al Palais des Festival, spazio considerato più strategico dal punto di visto geografico - dichiara Claudio Taiana, presidente della rassegna - la scelta su Cannes è stata decisa dopo un sondaggio tra clienti ed espositori, ma non preclude la possibilità di collaborazioni future con il polo cernobbiese per eventi complementari al tradizionale appuntamento in Costa Azzurra».

Inversione di tendenza

L’edizione 2021 dell’expo potrebbe far scattare quella molla della crescita, di cui gli addetti ai lavori intravedono i primi segnali.

Dopo un 2019 positivo (+10,2%), nel 2020 anche il comparto dei costumi da bagno non è stato risparmiato dall’impatto della pandemia: secondo le stime di Confindustria Moda, l’anno si è chiuso in perdita ( -14,9%) facendo scendere il fatturato industriale a 440 milioni di euro. In calo anche l’export (-11,4%), mentre il sell-out nel mercato italiano, come indicano i dati di Sita Ricerca, ha lasciato sul terreno il 20,5%. Va detto che pur denunciando una flessione, il beachwear ha comunque parzialmente tenuto rispetto all’abbigliamento.

Adesso, grazie alla stagione più favorevole alle vendite e al ritorno del turismo, il business sta recuperando vitalità. «Siamo alla vigilia dell’estate e le consumatrici sembrano propense a sfoggiare un costume nuovo - dichiara Luigi Rocca, Area Manager Collezione Mare del Gruppo Ratti - il peggio dovrebbe essere alle spalle, da metà aprile si avverte nuova energia, un’inversione di tendenza. Una boccata d’ossigeno per il settore arriva da Italia, Gran Bretagna, Sud America e Miami. Ancora in difficoltà Germania e Belgio». La domanda è sempre più orientata su collezioni green «C’è forte attenzione alla sostenibilità sia nei costumi sia nei capi fuori acqua - sottolinea Rocca - nel primo caso utilizziamo tessuti Econyl, nel secondo viscose bio».

Cauto ottimismo

Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Taiana dell’omonima Tessitura di Olgiate Comasco. «Si respira un cauto ottimismo, da luglio capiremo se grazie alle campagne vaccinali potremo tornare ai numeri pre-Covid. Il nostro punto di forza rimane un prodotto eco, elemento oggi fondamentale per acquisire una forte credibilità sul mercato».

Sono realizzati con un processo sicuro anche i tessuti di E.Boselli. «Nelle nostre collezioni usiamo filati certificati e ricavati dalle bottiglie di plastica, ne occorrono da 4 a 10 per un metro quadro di tessuto, secondo il peso» spiega Nello Marelli, consulente del Gruppo di Olgiate Comasco.

Come le aziende sopra interpellate, anche E. ha ottenuto il certificato GRS: comprova che tutti i prodotti sono stati composti per almeno il 20% da materiali da riciclo pre-consumo e post-consumo e il rispetto di criteri ambientali e sociali in tutte le fasi della filiera produttiva.

«La richiesta di filati riciclati è talmente cresciuta - evidenzia Francesco Pozzi di Extra- che è sempre più difficoltoso reperire la materia prima. Sulle prospettive di stagione vedo maggiori opportunità nei capi destinati allo sport, indoor e outdoor, dopo la riapertura di palestre e piscine».


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