Venerdì 27 Agosto 2010

Tante le pentite del seno oversize
I chirurghi: danni dalla rimozione

NEW YORK - Rifarsi è sempre meno di moda e aumentano le pentite. Soprattutto di chi si fa aumentare, spesso a dismisura, il seno.
L'ultima pentita in ordine di tempo è Heidi Montag, ex protagonista dello reality show di Mtv, "The Hills", ha annunciato che vorrebbe rimuovere le protesi al seno recentemente impiantate.
Il dottor Richard Ellenbogen, che ha effettuato oltre 4,000 interventi di chirurgia plastica a persone con "nomi noti o una volta noti", ha però avvertito che il ripensamento  potrebbe essere troppo tardivo.
Le protesi dell'attrice misurano infatti 800 centimetri cubici, le più grandi consentite legalmente, e, spiega Ellenbogen, "dopo la loro applicazione il tessuto cutaneo viene allungato cosicché la loro rimozione potrebbe lasciare la pelle molto allentata".
Un altro chirurgo plastico di Beverly Hills, dottor Gabriel Chiu, concorda con Ellenbogen, "i seni, perdendo elasticità, non tornano necessariamente a come erano prima dell'operazione. Lo spazio fra i seni, dopo una riduzione significativa del volume del seno, sarà più ampio e meno profondo". Chiu spiega poi come per una guarigione completa siano necessarie dalle quattro alle sei settimane.
Chiu ha indicato come le protesi della Montag siano troppo grandi. "Impianti del genere non sono sani, anzi sono un pericolo per la salute: causano problemi a spalle e schiena, potrebbero ridurre l'afflusso di sangue al petto, diminuire la sensibilità del seno e stirare troppo la pelle, rendendola eccessivamente sottile," concorda Ellenbogen.
Montag ha dichiarato che, piuttosto che rimuovere immediatamente le protesi, vorrebbe prima ridurre il suo seno da 2I a una 2F o a una 2E. Ellenbogen ha riconosciuto come la riduzione del seno rifatto sia una tendenza che sta prendendo sempre più piede a Hollywood ma, avverte il chirurgo, non è tanto perché le donne si rendono conto del pericolo quanto perché le donne `mature' non considerano più le protesi adatte al loro corpo.

u.montin

© riproduzione riservata

Tags