Mercoledì 23 Febbraio 2011

Facebook: possibile
lo sbarco in Cina 

NEW YORK Facebook potrebbe sbarcare presto in Cina, per sfruttare un mercato Internet che è già oggi di 420 milioni di utenti. Il social network ha aperto un ufficio a Hong Kong, dove ha già 3 milioni di utenti. È il suo secondo ufficio in Asia dopo Singapore.
Il governo cinese finora ha bloccato l'accesso a Facebook, Twitter e Youtube. Ma Facebook ha cominciato a muoversi cautamente verso la Cina, secondo quanto è emerso da una conferenza, lo Hong Kong Social Media Week. In un'intervista al mensile americano «The Atlantic», Blake Chandlee, vicepresidente di Facebook e direttore commerciale per Asia, America Latina e paesi emergent, ha detto che preferisce mantenere un atteggiamento cauto e che «ci sono molti motivi per cui voglio e contemporaneamente non voglio parlare della Cina».
Quello cinese è un mercato in espansione man mano che Internet diventerà sempre più accessibile alla popolazione di 1,3 miliardi di cinesi. Ma dopo l'uscita dal mercato di Google nel 2010, Facebook preferisce muoversi con discrezione. «La ragione principale per cui Facebook ha aperto un ufficio a Hong Kong è essere presente dove si trovano gli introiti della pubblicità, ma sceglie di mantenere un basso profilo per minimizzare l'aspetto politico e le possibili speculazioni» ha detto Charles Mok, presidente dell'Internet Society di Hong Kong.
Mark Zuckerberg, l'amministratore delegato di Facebook, sta studiando Renren, una sorta di omologo cinese, e altri social network del gigante asiatico, per mettere a punto la strategia per entrare nel mercato cinese.
Renren poi potrebbe quotarsi quest'anno a Wall Street. Fondato sei anni fa, il social network cinese era nato come una copia di quello americano, per poi diffondersi tra un pubblico di oltre 160 milioni di utenti, sviluppare applicazioni su misura per il mercato cinese e puntare sui giochi di società e la pubblicità on line. Renren sostiene che il fatturato proveniente dalla pubblicità è cresciuto di oltre il 100 per cento in ognuno degli ultimi due anni.

a.cavalcanti

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