Lunedì 11 Aprile 2011

Cinquant'anni fa Yuri Gagarin
fu il primo uomo nello spazio

MILANO Aveva solo 27 anni, Yuri Alexeievich Gagarin quando, il 12 aprile 1961, cambiò il corso della storia; fu, infatti, questo giovane pilota dell'aviazione sovietica, figlio di un carpentiere, il primo uomo ad andare nello spazio.
Il lancio della navetta Vostok - una sfera di 2 metri e mezzo di diametro, pesante 4,6 tonnellate e sistemata in cima a un missile balistico - avvenne in gran segreto alle 9.07 ora di Mosca; si era nel pieno della Guerra fredda e l'Unione Sovietica di Nikita Kruscev non poteva permettersi un fallimento in diretta mondiale.
Sull'astronave però tutto andò bene. «Vedo la Terra, è bellissima - urlò il cosmonauta alla radio - distinguo i continenti, le isole e i fiumi l'orizzonte è straordinario, circondato da un alone blu».
Il volo durò un'ora e 48 minuti, un'unica orbita intorno al pianeta a 27.400 KM/h a un'altezza di circa 302 Km. Dopo aver sorvolato Giappone, Sudamerica e Ocean Atlantico, sull'Africa la Vostok accese in automatico i retrorazzi per rallentare e, all'altezza della Turchia, iniziò la procedura di rientro ma qualcosa andò storto: la navetta cominciò a ruotare su se stessa per la rottura di un cavo e solo quando questo cedette del tutto Gagarin riprese il controllo riuscendo a rientrare sano e salvo, lanciandosi come previsto con il paracadute a 7mila metri d'altezza.
Per il primo uomo nello spazio era giunto il momento della gloria. Yuri Gagarin divenne un eroe nazionale, famoso in tutto il mondo. Entrò nella storia, ma non tornò mai più in orbita.
Morì 7 anni dopo, a soli 34 anni, in un incidente di volo ai comandi del suo caccia Mig 15.

a.cavalcanti

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