Giovedì 30 Giugno 2011

"I figli vanno mantenuti
anche se hanno il posto fisso"

ROMA - Non basta il "posto fisso" di un figlio a esentare un genitore dal versare l'assegno alla ex moglie per provvedere alle esigenze dei ragazzi. L'avvertimento arriva dalla Cassazione. Per mettere fine all'esborso mensile, infatti, l'impiego - dicono i supremi giudici - deve essere consono alle aspettative maturate con il titolo di studio, anche quando si tratta di un modesto diploma da ragioniere, non di una laurea prestigiosa.
Per di più la retribuzione dei figlioli, anche se è quella prevista dalla legge, deve essere di una certa consistenza. Per fare l'esempio del caso affrontato dalla Suprema Corte, 600 euro per un lavoro fisso part-time, mentre si vive ancora con la mamma sotto un tetto già pagato, non esimono il padre, anche se è un povero pensionato, dal versare il contributo per la figlia.    
Così la Cassazione ha respinto il ricorso di Antonio R., un artigiano in pensione di Perugia, stufo di versare 150 euro mensili per la figlia venticinquenne dato che la ragazza da tempo ha un posto fisso, come commessa part-time e uno stipendio, appunto, di 600-650 euro al mese.

s.golfari

© riproduzione riservata

Tags