Martedì 20 Settembre 2011

San Gennaro, il cardinal Sepe:
«Miracolo, non si cambia data»

NAPOLI «A nessuno è permesso cambiare la data di questo evento prodigioso». Così dall'altare maggiore della Cattedrale di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, in seguito al rinnovato miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, patrono della città e della Campania. Ribadendo la propria posizione sullo "spostamento" delle feste patronali così come disposto dalla manovra finanziaria, l'arcivescovo ha rimarcato la propria contrarietà alla decisione del Governo ricordando come la festa di San Gennaro sia legata a un evento prodigioso che si verifica sempre lo stesso giorno da secoli.


«Il sangue di San Gennaro è vivo a dimostrare che è vivo per il popolo di Napoli perché - ha detto il presule - è ancora viva oggi la devozione al Santo». «Questa data - ha aggiunto il cardinale Sepe - non è solo una pagina di calendario, ma una fase della vita che porta ad affrontare in modo nuovo le sfide che ci aspettano. Sfide che a Napoli sembrano sempre troppe dando un senso di sfiducia e di impotenza. Per questo - ha concluso - San Gennaro viene in nostro aiuto».


Il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro avviene tre volte l'anno: il 19 settembre, data in cui fu decapitato il martire nel 305 d.C., il 16 dicembre, nell'anniversario di una terribile eruzione del Vesuvio arrestata, secondo credenza popolare, per intercessione del Santo, e la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle spoglie mortali da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte.


Il prodigio fu annoverato, per la prima volta, nel 1389 e da quel momento studiosi, religiosi, scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno tentato di dare una spiegazione scientifica alla liquefazione del sangue. Nel corso dei secoli, però, i fedeli non hanno mai smesso di ritenere l'evento prodigioso come un vero e proprio miracolo, segno della protezione dal cielo. Secondo la tradizione popolare, infatti, il tempo e l'intensità del sangue sono considerate di buon auspicio per la città. Il ritardo nella liquefazione o l'assenza del miracolo, nonostante canti, preghiere e invocazioni, viene considerato segno sfavorevole per Napoli e per i napoletani.


Il sangue è custodito in un'ampolla conservata in una cappella del duomo di Napoli e si ritiene che fosse stato raccolto da una pia donna che lo consegnò all'allora vescovo partenopeo. I grumi rappresi, scuri e solidi si sciolgono, però, in tre occasioni. Il sangue, infatti, ribolle e assume il colore rosso vivo. Fatto che si è verificato anche questa mattina per la gioia dei tanti fedeli assiepati dentro e fuori la cattedrale. Napoletani che hanno salutato l'avvenuto miracolo con applausi e sventolii di fazzoletti bianchi.

a.cavalcanti

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