Martedì 01 Novembre 2011

Le ultime parole di Steve Jobs
"Oh wow,oh wow, oh wow"

Con il talento di scrittrice e l'affetto di sorella, Mona Simpson, 54 anni, racconta sul New York Times la vita e la morte del fratello, il cofondatore di Apple, Steve Jobs, morto il 5 ottobre stroncato dal cancro.

Nel lungo editoriale rivela le ultime parole pronunciate da Jobs prima di esalare l'ultimo sospiro. "Oh wow,oh wow, oh wow", ha detto il cofondatore di Apple dopo aver guardato la sorella Patty e poi "per lungo tempo i figli, la sua compagna di tutta la vita, Laurene, e poi, al di là di loro, nel nulla".
Ed è proprio con le ultime parole di Jobs che si conclude il ritratto che ne fa la sorella cresciuta dalla madre che aveva dato in adozione il fratello maggiore. Simpson conobbe Jobs da adulta, qunado aveva 25 anni.

"Da femminista ho aspettato tutta la vita di incontrare un uomo da amare e che potesse amarmi. Per decenni ho pensato che quell'uomo sarebbe stato mio padre. A 25 anni l' ho incontrato: era mio fratello".
All'epoca Simpson viveva a New York dove lavorava per una piccola rivista e scriveva il suo primo romanzo. Un giorno ricevette in ufficio la telefonata di un avvocato che le disse che "il suo cliente era ricco e famoso e che era anche suo fratello". Jobs è così andato alla ricerca della sua sorella naturale.

 Simpson racconta che sul lavoro il valore più importante per Jobs "non era la novità, ma la bellezza". "Come innovatore era incredibilmente fedele. Se gli piaceva una maglietta ne ordinava 10 o 100. Nella sua casa di Palo Alto ci sono abbastanza dolcevita di cotone neri da vestire tutti i presenti al suo funerale". Il suo motto sulle questioni estetiche era un po' questo, continua Simpson: "la moda è quello che sembra bello subito , ma più tardi sembra brutto. L'arte può essere brutta in prima battuta, ma diventa bella più tardi".

Anche da miliardario Jobs mantenne uno stile di vita semplice. "Veniva sempre a prendermi personalmente all'aeroporto, era lì che mi aspettava in jeans", ricorda Simpson. "E nella loro casa non c'era nulla di esagerato. Nei primi anni Steve e Laurene servivano cena sul prato e a volte la cena consisteva di sole verdure. Anzi solo una verdura di stagione".

Negli ultimi anni si era messo a studiare un libro sui dipinti di Mark Rothko con l'idea che avrebbe potuto ispirare chi avrebbe frequentato il futuro campus di Apple", ricorda Simpson. Una volontà e un impegno che Jobs non ha mai abbandonato, neanche nelle fasi più difficili della malattia. "Mentre stava sdraiato nel letto di ospedale ha pensato a un supporto per iPad per le persone nelle sue condizioni. Ha progettato nuovi monitor e nuove apparecchiature mediche. Ha riprogettato quell'unità ospedaliera tutt'altro che speciale", ricorda la sorella.

u.montin

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