Mercoledì 01 Febbraio 2012

I Simpson al 500° cartoon
con Assange di Wikileaks

ROMA Da superhacker temuto dalle cancellerie di mezzo mondo a ultimo arrivato, come protagonista di puntata, nella serie animata "I Simpson". Julian Assange, il capo di Wikileaks apparirà nella cinquecentesima puntata tv del celebre cartone animato nato dalla matita di Matt Groening. È uno dei tantissimi ospiti che si sono alternati su uno dei palcoscenici più famosi del mondo: Springfield cittadina in cui vive la famiglia americana ormai più irriverente del pianeta.
Ci hanno suonato gli Aerosmith, Sting, Britney Spears, gli Who e i Rolling Stones, ci sono passati Anthony Hopkins, Liz Taylor, Quentin Tarantino e Luke Perry. Capi di stato e di governo, rock star, e campioni dello sport, tutti hanno avuto il loro "avatar" in giallo. Tra questi, Bill Clinton, Jimmy Carter, George Bush Tony Blair. I Simpsons hanno visto camei di Dustin Hoffman, Brooke Shields e Kim Basinger, comparsate di Tom Cruise e David Duchovny nei panni di Fox Mulder della serie tv X-Files. Ma anche il regista Ron Howard, Mel Gibson e Susan Sarandon, solo per citarne alcuni. Ma anche l'astronauta Buzz Aldrin, il playboy per eccellenza Hugh Hefner, il cestista Magic Johnson nonchè quasi tutti i politici del pianeta. Non potevano mancare Steve Jobs e l'inventore di Facebook, Mark Zuckerberg.  Homer, Marge e la loro prole scatenata - Bart, Lisa e  Maggie - comparvero per la prima volta sul piccolo schermo nel  Tracey Ullmann Show del 1987 ma solo il 14 gennaio 1990 debuttarono in proprio a ritmo settimanale facendo la fortuna di un network all'epoca scarcassato, la Fox Tv, che aveva avuto il coraggio di assegnare loro il 'prime timè.  Ne nacque una mania collettiva che accumunò genitori e figli, intellettuali urbani e piccolo-borghesi di provincia: tutti che si ritrovavano come in uno specchio nell'universo incasinato del cartoon. L'America che si preparava a congedare il reaganismo per abbracciare le filosofie di Bill Clinton aveva scoperto in Homer Simpson un Marcovaldo incrociato a Fantozzi.
Fu una religione. Un prodigio della cultura pop e uno stile di vita che generò negli Usa un business da milioni di dollari.
Gli autori partono dalla profanazione di tutto ciò che per la classe media americana è sacro, sviluppando storie a metà strada tra la satira feroce e il buonismo.  Storie nelle quali i politici sono corrotti, gli insegnanti fannulloni, i capitalisti ingordi.   Negli anni, la serie è stata inondata da una pioggia di premi - solo per citarne alcuni: 26 Annie Awards per il cinema d'animazione e 24 Emmy Television Awards. Nel 2000, la famiglia ha ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame e Bart è stato inserito dal Time al quarantaseiesimo posto della lista delle persone più influenti del secolo.
La lista dei vip include anche Mick Jagger che aveva addirittura scritto il singolo di esordio di Bart cantante, nel 1990.

a.cavalcanti

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