Sabato 25 Maggio 2013

Stampante 3D per il cibo
Si faranno pranzo, cena e pizza

E' la nuova frontiera della priduzione fai da te, la scoperta che potrebbe far sparire o mettere in ginocchio intere filiere della produzione industriale.
Sono le stampanti in tre dimensione. E ora, con questi apparecchi, ogni giorno cade una frontiera.

Non bastavano oggetti e armi, infatti ora le stampanti 3D "sfornano", letteralmente, anche cibi commestibili. Lo fa Sugar Labs che ottiene da stampanti tridimensionali delle "strutture" di zucchero - che possono essere mangiate - e da impiegare per lo più per decorare torte o cupcake, in scia della moda del cake-design.

Però c'è anche chi sposta ancora più in là il confine. Come un ingegnere ingaggiato dalla Nasa che, in una visione futura, indica addirittura la pizza come uno dei cibi più facili da replicare con stampanti 3D.

Dopo quella molto contestata delle armi, l'ultima frontiera delle stampanti 3D pare essere dunque il cibo. Sugar Lab, fondata da due coniugi di Los Angeles, entrambi architetti, usa zucchero bianco come materiale base per realizzare strutture in tre dimensioni, da mangiare, ma soprattutto per decorare dolci e torte.

L'applicazione potrebbe avere anche una dimensione sociale. E' alla possibilità di sfamare le popolazioni bisognose e gli astronauti nello spazio l'ingegnere Anjan Contractor, al quale la Nasa ha dato 125mila dollari per lavorare a un prototipo di sintetizzatore di cibo, un po' come quello di Star Trek, per "stampare" pranzo e cena agli astronauti impegnati in lunghe missioni.

In un'intervista a Quartz.com, Contractor ha detto anche che sta lavorando alla pizza 3D. Ma come funzionerà in pratica? Si parte  "stampando" prima uno strato di pasta, che verrà cotto da una piastra calda alla base della stampante. Quindi si fa uno strato di salsa di pomodoro, che sarà in una cartuccia sotto forma di polvere e poi mescolata con acqua e olio, e infine di uno strato di proteine.

u.montin

© riproduzione riservata

Tags