Sant'Anna, per influenza A
il tutto esaurito in pediatria

Sant’Anna, boom di accessi al pronto soccorso pediatrico. L’influenza A sta colpendo anche sul Lario centinaia di bambini e molti genitori hanno preferito correre in via Napoleona non appena il figlio ha manifestato i primi sintomi. Nell’ultima settimana ci sono state notti con 26 pazienti visitati in pronto soccorso pediatrico e altri 70 nel resto della giornata

COMO Sant’Anna, boom di accessi al pronto soccorso pediatrico. L’influenza A sta colpendo anche sul Lario centinaia di bambini e, nonostante i ripetuti inviti degli esperti a non affollare gli ospedali, molti genitori hanno preferito correre in via Napoleona non appena il figlio ha manifestato i primi sintomi. Nell’ultima settimana ci sono state notti con 26 pazienti visitati in pronto soccorso pediatrico e altri 70 nel resto della giornata.  Numeri da record e un super lavoro per i medici e gli infermieri della struttura: «L’affluenza è molto elevata - conferma il primario di Pediatria del Sant’Anna, Riccardo Longhi - Sicuramente siamo su livelli superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Stiamo visitando bambini di tutte le età, ma non si registrano casi gravi». Longhi ribadisce poi che l’indicazione è quella di non recarsi in pronto soccorso, se non in presenza di complicanze: «Mamme e papà devono far visitare il figlio dal pediatra di libera scelta. Sarà poi lui a decidere se c’è bisogno di ulteriori approfondimenti in ospedale oppure no».
L’Asl, nei giorni scorsi, ha chiarito che i malanni di questi giorni sono dovuti con ogni probabilità proprio all’influenza A, vista la rapidità di diffusione, ma ha aggiunto che non vengono effettuati test per scoprire quale virus ha colpito un determinato paziente, visto che il quadro clinico indotto dalla nuova influenza è modesto.
Anche i pediatri di libera scelta, intanto, sono alle prese con un gran numero di pazienti da visitare: «I bambini colpiti da influenza sono davvero molti - spiega il dottor Filippo Molteni - Accusano febbre alta per circa tre giorni, con tosse e raffreddore, o mal di gola. Si tratta, comunque, di forme che non devono destare alcuna preoccupazione e che vengono trattate come una normale influenza. Nei giorni scorsi sono stati contagiati soprattutto bambini delle elementari e delle medie, ora è la volta di quelli che frequentano gli asili. Certamente non eravamo abituati a un numero tanto elevato di casi in questo periodo, siamo in anticipo di un paio di mesi - continua  Molteni - Questo potrebbe effettivamente far pensare che si tratti di influenza A, anche se non ne abbiamo la certezza. La vaccinazione? Molte mamme chiedono informazioni, tuttavia in questa fase è prevista solo per i malati cronici».
Michele Sada

© RIPRODUZIONE RISERVATA